Sen. Stefano Vaccari - Sito ufficiale - Articoli filtrati per data: Settembre 2017

"Dopo 3 legislature vede la luce un'altra normativa fondamentale del Pd per l'ambiente, la green economy, il made in Italy. La legge Realacci sui piccoli comuni, approvata con 205 sì dal Senato, consentirà di sostenere le amministrazioni delle mini-municipalità, in cui però vivono 10 milioni di italiani, che riguardano il 57% del territorio nazionale, 400 mila imprese agricole, in cui si produce oltre la metà del patrimonio agroalimentare che ha reso celebre il made in Italy nel mondo". Lo dice il senatore Stefano Vaccari, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente.
"Il ddl - prosegue Vaccari - risolve le principali difficoltà dei comuni al di sotto dei 5000 abitanti, garantendo per contrastare lo spopolamento la riqualificazione dei centri storici, la connessione alla banda ultra-larga e l'accesso ai servizi ambientali, scolastici, sanitari, socio-assistenziali, postali, nonché il miglioramento dei trasporti e della viabilità. I 100 milioni di euro stanziati nel Fondo strutturale per la riqualificazione dei piccoli comuni, che saranno gestiti con il Piano nazionale, sono il segno di una inversione di rotta storica e un indirizzo per un nuovo modello di sviluppo per le aree interne vera forza del Paese ".

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Giovedì, 21 Settembre 2017 00:00

#ungiornospeciale #PapaFrancesco #Antimafia

Nel giorno del 27esimo anniversario dell'uccisione da parte della mafia del giudice Livatino, per il quale è in corso un processo di beatificazione, la Commissione Antimafia presieduta dall'On Rosy Bindi ha avuto l'onore di essere ricevuta in Vaticano da Papa Francesco in udienza speciale. 
Un incontro emozionante e importante per il riconoscimento del lavoro fatto dallo Stato italiano nel suo complesso nella lotta alle mafie e per i contenuti espressi nei discorsi di saluto della Presidente Bindi e del Santo Padre. 
Papa Francesco, dopo l'apprezzamento dello sforzo che tutte le parti della società italiana stanno facendo per contrastare e prevenire il fenomeno mafioso, è tornato a condannare la politica “deviata, piegata a interessi di parte e ad accordi non limpidi. È decisivo opporsi in ogni modo al grave problema della corruzione – ha detto Bergoglio - che, nel disprezzo dell'interesse generale, rappresenta il terreno fertile nel quale le mafie attecchiscono e si sviluppano”.
Un esortazione per tutti, noi per primi, a svolgere ancora meglio il compito a cui siamo chiamati. 
Un grande onore ed emozione potergli stringere la mano e ringraziarlo della preghiera rivolta a tutti noi e alle nostre famiglie.

Qui di seguito i discorsi integrali pronunciati ieri durante l'udienza speciale in Vaticano della Commissione Antimafia, da Papa Francesco e dalla Presidente Bindi.

http://www.avvisopubblico.it/home/wp-content/uploads/2017/09/Papa-Francesco_Commissione_antimafia_21set2017.pdf

http://www.avvisopubblico.it/home/wp-content/uploads/2017/09/Saluto-Bindi-udienza-Papa.pdf

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Mercoledì, 20 Settembre 2017 00:00

In Aula il ricordo della figura di Luciano Guerzoni

Oggi pomeriggio in apertura di seduta, a Palazzo Madama, presenti i familiari di Guerzoni

Oggi pomeriggio, in apertura di seduta, a Palazzo Madama, il senatore modenese Pd Stefano Vaccari, ha ricordato in Aula la figura di Luciano Guerzoni, ex senatore, ex presidente della Regione Emilia-Romagna e vice-presidente nazionale dell’Anpi, scomparso nell’agosto scorso. Erano presenti la moglie, la figlia, i nipoti e una delegazione dell’Anpi nazionale. Ecco una sintesi dell’intervento di Stefano Vaccari:

“A Modena per tutti era “il senatore”, non importa se non ricopriva più quella carica da qualche anno o chi altri in quel momento fosse a Palazzo Madama. Luciano Guerzoni era “il senatore” perché quell’appellativo se l’era guadagnato sul campo, per la sua autorevolezza, per la sua serietà, per la sua competenza, anche per il suo impegno indefesso. Chi voleva parlargli - per qualsiasi ragione e qualsiasi fosse la sua idea politica - non aveva che da chiedere un appuntamento in Federazione: lui in ufficio, a Modena, passava tutte le settimane, sempre, e ne faceva un punto d’onore di trovare il tempo per ascoltare tutti. Il mio conterraneo Luciano Guerzoni, senatore per tre legislature, ma anche presidente della Regione Emilia-Romagna e vice-presidente nazionale dell’Anpi, ci ha lasciati il 10 agosto scorso. Per me, giovane amministratore, è stato un esempio; da parlamentare un modello. Da lui, tutti quelli come me a Modena cresciuti nella Fgci e appassionati della politica, hanno imparato cosa fosse il legame con il territorio per un parlamentare: l'essere sempre a disposizione, il rapporto sano con gli interessi che si dovevano rappresentare anche al di là delle appartenenze e degli steccati politici per il bene della comunità, nel rapporto con tutte le sue rappresentanze. Nel tempo era diventato un amico e, se posso permettermi di sottolinearlo, la stima era diventata reciproca. Assieme al senatore Giuliano Barbolini fece la scelta, allora non certo facile, di sostenermi nella sfida per la segreteria provinciale dei Ds modenesi, nel congresso del 2001, che ahimè persi per pochi voti. La frequentazione è continuata negli anni, ma il suo senso della politica e del modo giusto in cui le cose devono essere affrontate non è mai cambiato, neppure quando non rivestiva più incarichi di partito. A inizio legislatura nel nuovo ruolo nell'Anpi cercò di trasmettere a me e ad altri senatori del Partito democratico il suo bagaglio di conoscenze sul tema della memoria del '900: riuscì a far aprire il cosiddetto "armadio della vergogna", custodente gli atti e i documenti sulle stragi naziste nel nostro Paese. E anche quando le posizioni politiche divergevano, come sul referendum del 4 dicembre, non è mai mancato il confronto schietto e sincero. Ricordo che, proprio l’anno scorso, in occasione della Festa provinciale de l’Unità modenese, lo coinvolsi nella iniziativa di presentazione del bel libro scritto da Massimo Cirri sul figlio di Palmiro Togliatti, Aldo, che visse a Modena per tanti anni. Mi disse: "Chiedi prima all'Alfonsina Rinaldi, sai lei era segretaria della Federazione del PCI in quegli anni, poi se non può vengo io. Sai, sono un po' stanco ma vengo volentieri Stefano”. E’ vero era un po’ stanco negli ultimi tempi, a causa della malattia, ma sempre attentissimo a tutto quanto stava accadendo, all’evolversi della situazione locale come di quella nazionale. Il senatore Luciano Guerzoni è stato davvero un punto di riferimento per tante generazioni di una comunità politica che è cambiata molto (e non poteva essere altrimenti!) in questi anni. Ci manca già, ci mancheranno tanto i suoi consigli e le sue riflessioni, ma anche i suoi incoraggiamenti e il suo sostegno, e nelle prossime settimane quella comunità a partire dall'ANPI gli tributerà l'omaggio che gli spetta”.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, spiega le ragioni del forzato rinvio del voto sulla riforma della cittadinanza e ribadisce la necessità di continuare a lavorare per allargare la tutela dei diritti anche ai nuovi italiani. Ecco la sua dichiarazione:

“Una decisione dolorosa, ma imposta dalla realtà dei numeri. La legge di riforma della cittadinanza è un provvedimento equo, pensato per tutelare i diritti di bambini e ragazzi che sono già nei fatti italiani, ma, in questo preciso momento, in Senato non c’erano le condizioni per approvarla. Dovrebbe saperlo anche il ministro Delrio. Lo ha spiegato già durante l’estate il capogruppo Zanda: il Pd è compatto sulla necessità e sul valore del provvedimento, così come le altre forze della sinistra, ma non le altre componenti della maggioranza. Tradotto in brutali numeri, al Senato mancano una trentina di voti con il rischio che, se si fosse messa la fiducia, non solo non si avrebbe avuto la legge che introduce lo ius soli temperato e lo ius culturae, ma avrebbe potuto cadere anche il Governo prima ancora di adottare la legge di bilancio. E se non si fosse messa la fiducia il disegno di legge si sarebbe comunque impantanato per le migliaia di emendamenti già predisposti dalla Lega, con il placet delle destre e del Movimento 5 stelle, ostili al provvedimento. Tuttavia la partita non è chiusa come qualche zelante osservatore ritiene. Il Pd è al lavoro per favorire una positiva convergenza della maggioranza. Questa legislatura si è caratterizzata per essere stata capace di allargare la tutela dei diritti, occorre continuare su questa strada, c’è ancora spazio e tempo per riuscirci!”.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, ricorda, a chi oggi magnifica la nascita di un hub internazionale della pizza surgelata nel beneventano, che a Modena esiste già il primo polo di produzione nazionale e che la proprietà prevede di investire 50 milioni di euro tra il 2017 e il 2019 per ampliare la produzione con la conseguente creazione di centinaia di posti di lavoro. “Purtroppo – conclude Vaccari – l’Esecutivo, pur sollecitato, sembra intento a guardare altrove”. Ecco la dichiarazione di Stefano Vaccari:

“Quando un’azienda straniera decide di investire in Italia è sempre una bella notizia, ma non facciamoci abbagliare dal nome di una grande multinazionale, anche nel nostro Paese esistono eccellenze e imprenditori che già stanno investendo sul territorio. E’ per questa ragione che guardo con una certa perplessità al clamore che sta suscitando la decisione della Nestlé di investire nel beneventano dove già aveva uno stabilimento di produzione della pizza surgelata. La notizia viene rilanciata sui media nazionali come il punto di partenza per la creazione di un hub internazionale della pizza surgelata. Faccio presente che a Modena già esiste un importante stabilimento che lavora in questo settore, che si sta allargando e intende investire ulteriormente in strumentazioni e occupazione. Italpizza, infatti, ha deciso di aggiungere una linea di produzione nell’attuale stabilimento. Continuerà ad assumere e, anzi, progetta altri importanti investimenti per ampliare ancora la propria capacità produttiva. All’orizzonte c’è l’assunzione per altre centinaia di persone. Per avere idea dell’ordine di grandezza, ricordo che per Italpizza lavorano 750 persone: nel 2016 ha venduto 85 milioni di pizze, nel 2018 si punta ad arrivare addirittura a quota 900. Se si sommano i prodotti a marchio Italpizza e quelli “private lable”, Italpizza è il primo produttore. La Nestle è al secondo posto a marchio. La proprietà prevede 50 milioni di investimenti tra il 2017 e il 2019. Al momento solo la Regione Emilia-Romagna si è messa disposizione per facilitare e sostenere l’impresa. Purtroppo, l’Esecutivo, pur sollecitato, sembra intento a guardare altrove. Mi metterò in contatto al più presto con il sottosegretario al Ministero dell’Economia De Michelis per rappresentare l’intera situazione”.

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