Sen. Stefano Vaccari - Sito ufficiale - Articoli filtrati per data: Luglio 2017

"Le audizioni di questi giorni nella Commissione Ambiente del Comandante dell'unità forestale dei Carabinieri il Generale Riccardi, del vicepresidente della Regione Campania Lavitacola, del Capo della Protezione civile Curcio consegnano un quadro chiaro degli interventi in atto per spegnere gli incendi e risalire ai responsabili, per consegnarli alla giustizia. Abbiamo ribadito che contro gli incendi boschivi vanno attuate le disposizioni di legge, ma serve anche che tutti i corpi deputati alla prevenzione e allo spegnimento vengano dotati di risorse finanziarie ed umane adeguate ed è molto positivo che il ministro #Minniti abbia annunciato l'assunzione di altri Vigili del Fuoco". Lo dice il senatore Stefano Vaccari, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente, che aggiunge: "E' anche emerso che un altro fattore da migliorare, dopo il riassetto delle funzioni tra l'ex Corpo Forestale, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, è il coordinamento tra i vari corpi dello Stato e le istituzioni chiamate a svolgere i loro compiti in sinergia tra loro. Ognuno deve fare la sua parte. Siamo di fronte ad una battaglia dura contro chi ha pianificato in modo coordinato un attacco al territorio, per la quale non servono le polemiche, ma usare al meglio tutte le risorse e le intelligenze a disposizione".

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E’ stata presentata un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, cofirmata dal senatore Pd Stefano Vaccari, in merito all’abbattimento dell’orso bruno di Terlago che aggredito e ferito un uomo, con la quale viene richiesto al ministro di intervenire ed evitare decisioni emotive, oltre che di collaborare con le amministrazioni locali per definire delle linee guida al fine di garantire concreta sicurezza per l’uomo ed efficace tutela per l’orso bruno. Ecco la dichiarazione dei senatori cofirmatari dell’interrogazione: 

“Credo che sia di buonsenso scongiurare l’abbattimento dell’orso bruno di Terlago, che ha aggredito e ferito un uomo. La caccia all’animale, colpevole solo dei propri istinti, può soddisfare mediaticamente la sete di sicurezza dei cittadini, ma null’altro. Bisogna invece evitare decisioni emotive, salvaguardare anche nell’opinione pubblica il lavoro svolto fin qui per la tutela di una specie protetta ed evitare uno scontro ideologico e deleterio: da un lato la conservazione assoluta, dall’altra gli abbattimenti. Le soluzioni alternative ci sono”. Lo dice il senatore del Pd Massimo Caleo, vicepresidente della Commissione Ambiente e relatore al disegno di legge sui parchi, che sul caso ha rivolto un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.
“L’Italia – scrive Caleo nell’interrogazione sottoscritta anche dai colleghi senatori Stefano Vaccari, Claudio Broglia, Daniele Borioli e Silvio Lai – ha, rispetto ad altri paesi europei, il più alto indice di biodiversità sia animale che vegetale e questo grazie a progetti specifici, come il Life Ursus, che hanno protetto nel tempo specie in pericolo. I progetti per la reintroduzione dell’orso bruno non stati spesso seguiti da un adeguato monitoraggio, anche per preservare l’equilibrio tra popolazione animale e umana. E’ per questo che chiedo al ministro di intervenire, di evitare decisioni emotive e di attivare un tavolo di lavoro con le amministrazioni locali per definire linee guida, in grado di garantire concreta sicurezza per l’uomo ed efficace tutela per l’orso bruno”.

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"La decisione della #RegioneLazio è motivata soltanto dall'esigenza prioritaria di evitare di compromettere in modo definitivo il lago di Bracciano. Si deve trovare una soluzione alternativa al razionamento per Roma e la Raggi, che avrebbe già dovuto muoversi, non può stare alla finestra, è la sindaca della Capitale". Lo ha detto il senatore Stefano Vaccari, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente, al Tg Parlamento.
"La crisi idrica e la siccità di questi giorni - ha proseguito Vaccari - oramai cicliche ogni 5 anni dal 2003, dipendono anche dai cambiamenti climatici e vanno affrontate con politiche di adattamento di lungo termine. A #Gasparridico che il referendum sull'acqua pubblica non c'entra nulla. Bisogna pianificare gli investimenti per ridurre le perdite di rete, rendere il consumo più efficiente e responsabile a partire dai consumi di istituzioni, agricoltura e industria, ricercare altre fonti alternative. Alcune misure specifiche sono nel decreto Sud, ma superata la crisi e l'emergenza serve 'un progetto acqua' condiviso, con una visione lungimirante".

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"Il decreto Sud contiene una serie di norme utili alle imprese e alle istituzioni, ma la norma sui Consorzi Agrari non ci convince. La norma approvata in Commissione, nel suo complesso, è stata rappresentata come un'essenziale apertura a forme di finanziamento esterno, attraverso la costituzione di una società di capitali che eserciti funzioni strumentali al perseguimento delle finalità istituzionali dei consorzi agrari, nell’interesse dei propri soci cooperatori. Non ci convince affatto". Lo dicono i senatori del Pd Stefano Vaccari, Massimo Caleo, Leana Pignedoli e Maria Teresa Bertuzzi.
"Avevamo proposto a firma Vaccari e Caleo di cassare questo riferimento dal decreto - spiegano - perché estraneo per materia con il decreto. Per questo abbiamo presentato un emendamento all'articolo 2, che è stato bocciato. Il settore, data la situazione finanziaria di criticità che connota diversi consorzi, aveva bisogno di una risposta concertata e condivisa tra i diversi soggetti del settore. In particolare, le costituende società, incrementando la capitalizzazione dei consorzi conferenti ed alleggerendo l’esposizione debitoria degli stessi - concludono i senatori del Pd - si dice avranno la possibilità di finalizzare risorse su investimenti necessari. Lo riteniamo un precedente rischioso per il rispetto del principio mutualistico".

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Il viceministro all’Interno Filippo Bubbico, nel pomeriggio di oggi, ha risposto a una serie di interrogazioni sul tema della chiusura delle sedi della Polizia postale. Tra esse, anche l’interrogazione presentata dal senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, già nell’ormai lontano 2014 quando si cominciava a parlare di razionalizzazione delle sedi di polizia e di possibile chiusura per il posto di Polizia ferroviaria e della sezione di Polizia postale a Modena. Ecco la dichiarazione di Stefano Vaccari:

“La sede della Polizia ferroviaria di Modena non rientra nel progetto di razionalizzazione della dislocazione delle Forze di polizia sul territorio, quindi rimarrà. Per quanto riguarda, invece, la sezione modenese della Polizia Postale i gruppi interforze istituiti presso il Dipartimento della Pubblica sicurezza sono ancora al lavoro sul progetto complessivo e non è chiaro che ricadute specifiche avrà sulla nostra provincia. E’ quanto ha confermato, oggi pomeriggio, il viceministro all’Interno Filippo Bubbico rispondendo a una serie di interrogazioni presentate da senatori provenienti da diverse parti d’Italia, da Gorizia a Foggia. Ringrazio il viceministro per aver risposto anche alla interrogazione che presentai già nel 2014, quando si cominciava a parlare del piano di razionalizzazione. Il piano in questione non è ancora stato definito, se non nelle sue linee generali. Si punta ad evitare duplicazioni e sovrapposizione e a favorire la gestione associata di servizi strumentali in modo da rendere più efficiente la spesa pubblica. In generale, si privilegia la presenza della Polizia di Stato nei comuni capoluogo, mentre nel resto del territorio saranno installati i Carabinieri. Vista l’evoluzione rapida delle funzioni in capo alla Polizia postale, si punta a concentrare le risorse professionali più qualificate nei capoluoghi di regione e nelle sezioni provinciali in cui operano Procure distrettuali con ampia competenza in tema di reati informatici. Chi lavora nelle sezioni territoriali della Polizia postale, anche nel caso di chiusura, rimarrà sul territorio, visto che si prevede il reimpiego nei reparti investigativi delle locali Questure. Rassicura, comunque, che lo stesso Ministero dell’Interno ribadisca che la Polizia postale oggi è deputata a presidiare un ambito di interesse strategico per il Paese, visto l’uso abituale degli strumenti informatici e dei relativi sistemi di comunicazione da parte delle associazioni di stampo mafioso e di tipo terroristico. Auspichiamo che venga tenuto in adeguato conto il lavoro specialistico che da ben 35 anni è stato portato avanti, con successo, dagli uomini della Polizia postale di Modena”.

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l Senato ha dato oggi il via libera al disegno di legge “Modifiche al codice antimafia e delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate”. “Si tratta di un provvedimento atteso – spiega il senatore modenese Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia – Le mafie sono sempre più aggressive e si muovono usando l’arma della corruzione. Importante, quindi, l’aver deciso di estendere le misure del codice anche alla corruzione, così come l’aver finalmente reso più  semplice l’utilizzo di 25 miliardi di beni sequestrati ai mafiosi per garantire sviluppo e lavoro”. Il provvedimento passa ora alla Camera. Ecco la dichiarazione di Stefano Vaccari:

“Il disegno di legge di riforma del Codice antimafia è il frutto di una iniziativa popolare a cui sono state abbinate diverse proposte di legge presentate da parlamentari del Pd. L’obiettivo principale della riforma è quello di estendere le misure contenute nel Codice antimafia anche alla corruzione. Le mafie, infatti, sono sempre più aggressive e si muovono con disinvoltura utilizzando l’arma della corruzione. Non è un caso che lo stesso procuratore nazionale Antimafia Roberti abbia proposto di inserire l’aggravante del metodo corruttivo nel reato di associazione mafiosa. Corposo il pacchetto di norme che sostengono il reale riutilizzo e la fruizione dei beni confiscati ai mafiosi. L’Agenzia nazionale per i beni confiscati viene riportata sotto la vigilanza del Ministero dell’Interno e potrà contare su una dotazione organica allargata a 200 unità di personale. Si potranno finalmente utilizzare 25 miliardi di beni confiscati per garantire sviluppo e lavoro ai territori. Innanzitutto, viene accelerato il procedimento giudiziario che dal semplice sequestro porta alla vera e propria confisca dei beni, in modo che le comunità possano fruirne.  Poi si consente il trasferimento agli Enti locali anche per finalità economiche, purché accompagnate dal vincolo del reimpiego dei proventi per fini sociali. In questo modo si dà una risposta concreta a quegli amministratori locali che avevano denunciato come insostenibile l’obbligo del riuso in caso di immobili fatiscenti, che abbisognerebbero di ingenti investimenti. Presso le Prefetture verranno istituiti i Tavoli permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate, a cui siederanno anche i rappresentanti delle Istituzioni, delle associazioni economiche e di quelle dei lavoratori. In questo modo si favorisce la collaborazione degli operatori economici del territorio in modo da sostenere la continuità produttiva delle aziende e la salvaguardia dell’occupazione. Tra l’altro, l’amministratore giudiziario potrà anche avvalersi del supporto tecnico, gratuito, di imprenditori attivi nel settore in cui opera l’azienda o in settori affini. Incrementate anche le pene previste in modo da colpire la cosiddetta “mafia dei terreni”. Le modifiche apportate al codice antimafia, infine, aumentano le tipologie di soggetti considerati pericolosi e quindi passibili di vedersi applicate le misure di prevenzione, compresi gli indiziati dei più gravi delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica amministrazione, a sottolineare la pervasività dei sistemi corruttivi”.

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La Commissione Ambiente del Senato ha approvato oggi pomeriggio il disegno di legge sui piccoli Comuni che, ora, passerà all’Aula per l’approvazione definitiva. “Si tratta di un disegno di legge – spiega il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e relatore del ddl – che punta alla valorizzazione dei 5885 piccoli Comuni con popolazione fino a 5000 abitanti e dei territori montani e rurali, in cui vivono 10 milioni di italiani, garantendo una serie di benefici nella gestione dei servizi, anche innovativi”. Ecco la dichiarazione di Stefano Vaccari sulle principali novità del provvedimento:

“I Comuni italiani sono per la grande maggioranza di ridotte dimensioni. Il disegno di legge sui piccoli Comuni riguarda, quindi, quasi 6mila Enti locali con una popolazione inferiore ai 5mila abitanti, soprattutto in territori montani e rurali, condizioni in cui ricadono anche diversi Comuni nel modenese. Il provvedimento, si è calcolato, riguarda complessivamente 10 milioni di italiani che hanno il diritto di avere un’attenzione speciale per il proprio territorio: per questo le norme contenute nel disegno di legge sono particolarmente attese, in quanto possibile volano di sviluppo e sostegno di territori che hanno una ricchezza naturale, economica, sociale e culturale da difendere. Il provvedimento punta a contrastare lo spopolamento dei piccoli Comuni, incentivando la presenza anche innovativa di servizi e attività, della banda larga, dell’afflusso turistico. I Comuni potranno, ad esempio, istituire centri multifunzionali per la prestazione di servizi anche diversi, acquisire e riqualificare immobili per evitare l’abbandono e il degrado di terreni ed edifici, stipulare intese per il recupero di case cantoniere e stazioni ferroviarie non più utilizzate, destinare specifiche aree per la realizzazione dei mercati agricoli per la vendita diretta di prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta e a chilometro utile. A sostegno di tutte queste azioni, viene istituito uno specifico Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni. Fondi specifici sono inoltre indirizzati allo sviluppo della rete in banda ultra larga, soprattutto in quelle aree dove non c’è un interesse economicamente vantaggioso per gli operatori a realizzare reti a connessioni veloci e ultraveloci. Disposizioni specifiche sono, infine, previste per lo sviluppo, la tutela e la promozione delle aree rurali e montane”.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, parteciperà, nel pomeriggio di martedì 27 giugno, a Bruxelles, presso la sede del Palamento europeo, in qualità di coordinatore del Decimo Comitato sul gioco legale e illegale al convegno dal titolo “L’azzardo non è un gioco”. 

“L’azzardo non è un gioco”: è questo il titolo dell’incontro di approfondimento che si terrà, nel pomeriggio di martedì 27 giugno, a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Gruppo dei Socialisti e Democratici, vedrà la presenza, tra gli altri, del senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, chiamato a intervenire in qualità di coordinatore del decimo Comitato della stessa Commissione, quello che si occupa delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore del gioco legale e illegale. “Nella sola regione Emilia-Romagna – spiega il senatore Vaccari – l’anno scorso sono stati spesi per giochi, lotterie e scommesse qualcosa come 6 milioni e 271mila euro, senza tenere conto del gioco online. Il grosso della somma deriva da slot e video-lottery che, da soli, valgono un giro di affari superiore a 4 milioni e mezzo di euro. Un comparto, quindi, che muove ingenti somme di denaro e che, come dimostra il processo Black Monkey, è particolarmente appetito dalla criminalità organizzata”. Interverranno, inoltre, il vice-presidente del Palamento europeo David Sassoli, l’europarlamentare Caterina Chinnici, componente della Commissione Libe del Parlamento europeo, il tenente colonello Antonio Manfredi dell’Europol, il consulente della Commissione Antimafia Filippo Torrigiani, Don Armando Zappolini, portavoce nazionale della Campagna nazionale “Mettiamoci in gioco” e Simona Neri, referente Anci Toscana per il contrasto alla dipendenza del gioco d’azzardo. L’appuntamento è, quindi, per martedì 27 giugno, a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo, dalle ore 16.00 alle ore 18.00.

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In bicicletta al lavoro e a scuola: sui 35 milioni di euro per progetti degli Enti locali previsti dal Collegato Ambiente, oltre un milione arriverà nella nostra provincia, tra Modena e Spilamberto. Lo annuncia il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, relatore a Palazzo Madama del Collegato Ambiente. Ecco la sua dichiarazione:

“È stato inviato nei giorni scorsi alla conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari di Camera e Senato per i pareri di competenza il Decreto ministeriale firmato dal ministro Galletti nel quale si approva la graduatoria del bando per la mobilità sostenibile derivante dalla legge 221/2015, il cosiddetto Collegato Ambiente. I 35 milioni di euro disponibili sono stati assegnati ai primi 37 progetti presentati dagli Enti locali italiani sugli 82 ammessi a finanziamento. Tra questi i progetti del Comune di Modena come capofila classificatosi in quarta posizione a cui sono stati assegnati 608.815 euro e del Comune di Spilamberto come capofila di un progetto che coinvolge altri Comuni dell’Unione Terre dei Castelli, posizionatosi al 16esimo posto con un importo del cofinanziamento pari a 422.172,67 euro. Oltre un milione di euro destinati al territorio modenese sui 35 disponibili sono risorse importanti che dimostrano la capacità degli Enti locali modenesi nel cogliere le opportunità messe a disposizione da leggi innovative. Si tratta di progetti che possono innescare e incentivare processi virtuosi di cambiamento delle modalità di trasferimento casa-lavoro e casa-scuola con indubbi benefici per la riduzione del traffico veicolare nelle ore di punta, realizzando connessioni tra piste ciclabili, privilegiando trasporti collettivi e a zero impatto con integrazioni nell’uso della bicicletta. Altri importanti progetti di Comuni emiliani giunti a finanziamento sono quelli di Forlì (12esimo) Ferrara (13) Ravenna (26) per altri 2,5 milioni di euro facendo salire al 10% del totale la somma che i Comuni emiliani sono riusciti ad accaparrarsi. Il bando prevede anche il monitoraggio degli effetti reali dei progetti sulle abitudini, le scelte e la salute dei cittadini dei territori”.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, commenta con soddisfazione l’arrivo di nuovi fondi (dai previsti 356mila si passa a 500mila euro), annunciati dal Ministero dell’Interno, per la realizzazione del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Vignola situato nel nuovo Polo della sicurezza di Vignola, al servizio di tutta l’Unione Terre di Castelli. Ecco la sua dichiarazione:

“Nella tarda serata di ieri, il Ministero dell’Interno, tramite l’ufficio del vice-ministro sen. Filippo Bubbico, ha comunicato ufficialmente la disponibilità di nuovi fondi per la realizzazione di quello che sarà il nuovo Polo della sicurezza, situato a Vignola, ma al servizio di tutta la comunità delle Terre di Castelli. Nella lettera inviata alla Regione Emilia Romagna, al Comune di Vignola e al Comando provinciale dei VVFF si apprende che dalla cifra iniziale di 356.284 euro, ora la disponibilità di finanziamento statale per la realizzazione del nuovo distaccamento dei Vigili del Fuoco di Vignola è passata a 500mila euro. Un incremento importante, in una fase di risorse calanti destinate agli Enti locali, che mette l’Unione dei Comuni nella condizione di avvicinarsi all’obiettivo della realizzazione del Polo della sicurezza, nel quale, com’è noto, troveranno sede fondamentali servizi per i cittadini come la Protezione civile, i Vigili del Fuoco e la Polizia municipale. Il progetto è già in fase avanzata: si stavano cercando i fondi necessari alla sua realizzazione, per i quali voglio ringraziare sentitamente il vice-ministro Bubbico e il Capo Dipartimento Frattasi sia per lo sforzo compiuto che per la disponibilità mostrata verso le esigenze del nostro territorio. L’auspicio è che queste nuove risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Interno possano intrecciarsi con analoga disponibilità della Regione a completare il quadro delle risorse necessarie. Il progetto è importante per tutto il territorio dell’Unione Terre di Castelli perché nasce come luogo fisico dove tutte le risorse in tema di sicurezza trovano sede e si mettono in rete. Sicurezza per il territorio, tra l’altro, intesa in senso ampio: non solo lotta ai reati e al degrado urbano, ma, ad esempio, anche lotta al dissesto idro-geologico e ambientale. Una conclusione importante dopo un paio d’anni di lavoro coordinato con i sindaci dell’Unione, con i suoi presidenti Mauro Smeraldi ed Emilia Muratori e il delegato alla Sicurezza il sindaco Fabio Franceschini, che ringrazio per la determinazione con la quale hanno voluto mantenere questa priorità. Possiamo essere tutti particolarmente soddisfatti nel cominciare a vedere i frutti di questo impegno sinergico e corale”.

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