Sen. Stefano Vaccari - Sito ufficiale - Articoli filtrati per data: Maggio 2017

I parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi e Stefano Vaccari hanno incontrato, nel pomeriggio, i rappresentanti di Confesercenti che hanno loro rappresentato la preoccupazione dei piccoli imprenditori e commercianti modenesi di non poter usare i nuovi voucher in tempo per la stagione estiva e il concertone di Vasco Rossi. Baruffi e Vaccari hanno rassicurato sui tempi della conversione in legge del decreto, hanno spiegato le differenze dei nuovi con i vecchi voucher, e hanno sottolineato come, a loro parere, sarebbe, comunque, stato preferibile un maggiore coinvolgimento delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali nella stesura della nuova disciplina.

I tempi parlamentari ci sono: il Parlamento sarà in grado di convertire in legge, entro tre settimane, il dl Manovra che, in forza a un emendamento approvato sabato dalla Commissione Bilancio della Camera, conterrà la normativa sui nuovi voucher. Di questo si è parlato, nel pomeriggio di oggi, nel corso di un incontro tra i parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi e Stefano Vaccari e rappresentanti di Confesercenti Modena. L’associazione delle piccole e medie imprese ha rappresentato ai parlamentari la preoccupazione espressa da tanti imprenditori che temono di affrontare la stagione estiva, compreso l’indotto del concertone di Vasco Rossi del 1° luglio, senza uno strumento agile che eviti il ricorso al lavoro nero, ma che al contempo non sia così impegnativo come il ricorso a un contratto di lavoro più strutturato. “Sui tempi della conversione del Dl Manovra possiamo rassicurare – hanno spiegato Baruffi e Vaccari – Domani il provvedimento andrà in Aula, il Governo si prevede metterà la fiducia e il Senato, nel giro di non più di tre settimane, approverà il decreto nello stesso testo che uscirà da Montecitorio”. Il nuovo provvedimento prevede due tipi di buoni lavoro: uno in tutto simile ai vecchi voucher per l’uso delle famiglie e delle onlus e un altro tipo, detto contratto di prestazione occasionale, valido per tutte le imprese con meno di cinque dipendenti assunti a tempo indeterminato, ad esclusione di alcuni settori come quello edile o gli appalti di lavori e servizi. In quest’ultimo caso, le imprese non potranno utilizzare più di 5mila euro di buoni lavoro in un anno. “E’ chiaro che i voucher rispondono a un’esigenza reale e sentita e verranno approvati in tempi utili per affrontare la stagione estiva – concludono Baruffi e Vaccari – Personalmente, troviamo inusuale le modalità scelte per la loro introduzione: l’emendamento a un decreto legge in fase di conversione. Un’iniziativa governativa o del Parlamento avrebbe avuto maggiori opportunità di coinvolgere le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali in modo da prevedere anche tutte quelle fattispecie che, ora, invece, potrebbero rendere necessario, a breve, ulteriori ritocchi alla normativa. Avrebbe in ogni caso, a nostro parere, facilitato l’abbassamento dello scontro ideologico che si sta innescando e l’individuazione di uno strumento più condiviso”.

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Domenica, 21 Maggio 2017 00:00

Sulle magliette gialle, sul sisma, sul PD

Sono già passati cinque anni da quel terribile 2012. Riguardando i dati, ma soprattutto il video che la Regione ha confezionato per rendicontare e raccontare le cose fatte e gli impegni mantenuti e il bell’inserto della Gazzetta, l’emozione ti prende alla gola. 
Numeri, fatti e risultati importanti, per qualcuno incredibili, merito di uno sforzo corale che ha fatto della coesione e dell’unita di intenti la sua forza. Certo anche errori e ritardi, ma riconosciuti e recuperati strada facendo per migliorare sempre le capacità di risposta a cittadini e imprese. 
Cinque anni nei quali sono passato dal gestire l’emergenza è l’avvio della ricostruzione con i sindaci, la Protezione Civile, la Regione, la Prefettura, a fare il legislatore che dava una mano alla filiera istituzionale a correggere norme e integrare le risorse, a rispondere alle richieste dei sindaci, imprese, professionisti. Molto di questo grazie a tanti del Pd che come me ne hanno fatto la principale priorità. 
Lo voglio dire chiaramente e senza vis polemica: siamo stati il Partito Democratico anche senza magliette gialle. Quelli che nel momento del bisogno hanno agito per il bene comune. Al di là delle appartenenze e dei ruoli che ricoprono: Parlamentari, Amministratori regionali, Sindaci, Assessori, Consiglieri, Iscritti volontari, elettori. È successo nei momenti più duri, dopo il 2012 e durante le calamità naturali più improvvise e dirompenti che ci hanno colpito negli anni a venire (alluvioni, trombe d’aria). Lo abbiamo fatto senza cavalcare i titoli dei giornali, solo con la forza di chi ha a cuore le sorti delle persone, vicine o lontane, in situazione di difficoltà. 
Organizzare iniziative di partito come quella delle magliette gialle a Roma ha avuto un forte impatto sociale, perché si è tentato di strutturare e ribadire una cultura dell’aiuto reciproco che è alla base della nostra comunità. Nelle zone colpite dal terremoto no. Le etichette, quelle che vogliono dividere in maniera categorica chi fa da chi non fa, cosa è buono e cosa è da condannare, non aiutano in queste zone a far sì che la cosa pubblica, la ricostruzione diventino unità d’intenti, una forma mentis indispensabile alla realizzazione di una cittadinanza attiva lontana dall’assistenzialismo e dallo scarica barile. 
Il Partito Democratico in questi frangenti era tra e la gente al tempo stesso, quella brava gente che ha sempre agito, e continua a farlo, per risolvere i problemi e sostenere anche economicamente chi aveva perso casa, affetti, lavoro, socialità a causa del sisma o altro evento; non per mettersi medaglie al petto o per soddisfare il proprio ego, ma per dare un futuro diverso alle comunità dove vive, al territorio, all’economia del nostro Paese, che si sieda in Parlamento, in Regione, in Comune, o che si militi e basta. 
Mi piacerebbe che se ne ricordasse anche il segretario nazionale del mio partito, che pure si è prodigato tanto da Presidente del Consiglio per le terre colpite da qualsivoglia calamita. Perché sono i fatti che restano negli anni a venire, mentre i titoli sul giornale spariscono il giorno dopo.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente e per anni assessore della Provincia di Modena, si schiera al fianco degli amministratori delle Province italiane che oggi, a Roma, hanno denunciato una gravissima carenza di risorse. Ecco la sua dichiarazione: 

“Gli amministratori delle Province che hanno protestato, oggi, a Roma, hanno ragione. Lo aveva chiesto, nei giorni scorsi, anche il presidente Muzzarelli: occorre trovare urgentemente una soluzione normativa e risorse certe che possano consentire alle amministrazioni provinciali di tenere fede ai compiti, importanti, che rimangono in capo ad esse. Penso alla manutenzione degli edifici scolastici, ma anche a quella, fondamentale per la mobilità, delle infrastrutture viarie. Il no al referendum costituzionale ha, di fatto, confermato le Province e, quindi, nonostante la riforma Delrio fosse stata pensata in vista di un loro superamento, ora occorre necessariamente fare i conti con l’esistente. Oggi, per impegni istituzionali, non ho potuto raggiungere gli amministratori modenesi che, insieme agli altri provenienti da tutta Italia, a Roma, guidati dall’Upi, hanno denunciato l’attuale difficilissima situazione economica. La mancanza di risorse rischia di paralizzare la loro azione e le nostre comunità non possono permetterselo. Gli impegni assunti dal Pd, per bocca del segretario Renzi, sulle modifiche alla cosiddetta manovrina in discussione alla Camera sono importanti, ma vanno resi concreti”.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, anche in virtù della sua conoscenza della materia in quanto ex sindaco di Nonantola, è stato nominato relatore del disegno di legge che mira al riconoscimento dei domini collettivi, ovvero le forme di proprietà collettiva della terra – come la partecipanza agraria di Nonantola o gli usi civici del nostro Appennino – ereditate dal nostro passato. Il provvedimento, dopo l’esame congiunto nelle Commissioni Giustizia e Ambiente del Senato, sta per approdare alla discussione dell’Aula. 

I domini collettivi, ovvero tutte le forme di proprietà collettiva ereditate dal passato, devono essere riconosciuti come soggetto neo-istituzionali a cui compete l’amministrazione del patrimonio civico di uso comune. E’ l’obiettivo contenuto nel disegno di legge sul riconoscimento dei domini collettivi che sta per approdare in Aula, a Palazzo Madama, e di cui il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, è uno dei relatori (insieme al collega Giuseppe Cucca). Stefano Vaccari, nella sua passata esperienza di sindaco di Nonantola, ha conosciuto da vicino uno dei più antichi e interessanti esempi di godimento collettivo della terra: la partecipanza agraria. “Con questo disegno di legge, a prima firma del collega Pd Giorgio Pagliari – spiega Stefano Vaccari – si vuole dare sistemazione, ma anche tutela giuridica a una serie di istituti di proprietà collettiva che abbiamo ereditato dal nostro antico passato e che rappresentano una ricchezza non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista naturale, sociale e culturale. Penso, ad esempio, alla partecipanza agraria di Nonantola e agli usi civici del nostro Appennino, solo per stare nel modenese”. Le formule istituzionali ereditate sono le più varie: si va dalle partecipanze agrarie alle comunalie, dalle comunioni familiari montane alle vicinie, passando per università agrarie e consorterie. “Con questa legge si stabilisce un principio di salvaguardia del territorio e della comunità – continua Vaccari – Si garantisce riconoscimento giuridico al fatto che gli enti gestori delle terre di godimento collettivo, sono come “imprenditori locali”, che agiscono per la “tutela e la valorizzazione dell’insieme delle risorse naturali presenti nel demanio civico”. Il disegno di legge era stato presentato in Senato nel luglio del 2014. Dopo un periodo di stagnazione, ora il percorso legislativo ha ripreso vigore: la settimana scorsa si è concluso l’esame congiunto nelle Commissioni Giustizia e Ambiente, sono stati eletti di due relatori, e ora il provvedimento sta per approdare in Aula.

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I parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi, Edoardo Patriarca e Stefano Vaccari, che in passato, a più riprese, si sono occupati sul territorio e in Parlamento delle drammatiche condizioni di vita dentro i Cie, quello di Modena in particolare, chiedono precise garanzie preliminari al Governo prima che sia deciso dove aprire un Cpr in Emilia. Ecco la loro dichiarazione congiunta: 

“Siamo tra quanti, negli anni scorsi, hanno denunciato, a più riprese, in Parlamento il malfunzionamento dei Centri di identificazione ed espulsione, il loro costo e la loro inefficacia, le pessime gare d’appalto con cui ne era stata assegnata la gestione, le violazioni contrattuali ai danni dei lavoratori, le scandalose condizioni in cui gli ospiti erano trasformati in detenuti e le condizioni di invivibilità all’interno per loro, i lavoratori e le forze dell’ordine. Per questo ci battemmo, dopo aver visitato la struttura di Modena, per la sua chiusura. Oggi che se ne ipotizza la riapertura, pur con altre funzioni, esprimiamo perplessità, preoccupazioni e chiediamo al Governo il rispetto di precise garanzie. Prima di discutere del “dove” vogliamo risposte sul “cosa” e sul “come”. Intanto lo abbiamo appreso dai media che il Governo sarebbe orientato su Modena, mentre sono decisioni che devono essere coordinate con le istituzioni, in modo da costruire una rete di cooperazione con il territorio. E’ chiaro che esiste una esigenza reale di identificazione e rimpatrio in tempi certi di soggetti pericolosi – di questo stiamo parlando, non di semplici irregolari – ma occorre che il Governo garantisca precise precondizioni: il rispetto dei diritti dei trattenuti, il rispetto delle condizioni di lavoro delle forze dell’ordine e dei lavoratori impiegati, il rafforzamento contestuale degli organici delle forze dell’ordine e una grande attenzione ai numeri effettivi dei trattenuti e ai tempi certi per la permanenza e i rimpatri. In passato accadde esattamente il contrario: trattenuti trattati alla stregua di detenuti, condizioni ambientali inaccettabili, gare al massimo ribasso per la gestione che portarono a ripetute violazioni dei contratti di lavoro, condizioni insostenibili per le forze dell’ordine e impoverimento degli organici di polizia per il territorio, militari mal utilizzati. Ad oggi, al netto dei paletti fissati nel decreto, non vediamo ancora garanzie sufficienti affinché gli errori e i problemi del passato non si ripetano. Dalle nostre ispezioni, ricordiamo, emerse con chiarezza l’assoluta inadeguatezza della struttura modenese, dopo incendi, rivolte e vandalismi interni. Per di più all’epoca, erano ospitate meno di 50 persone, mentre ora si parla di almeno il doppio. E’ già capitato che la struttura voluta dal territorio, sindaco allora Barbolini e legge vigente la legge Turco-Napolitano, poi, nei fatti, con la nuova legge Bossi-Fini, venisse snaturata. Occorrono quindi precise garanzie per riproporre queste strutture. Prima quindi di decidere se Modena o altrove vogliamo risposte certe sui problemi posti affinché si possa scongiurare in via preliminare, e non a decisone ormai presa, una fallimentare riedizione di una esperienza negativa che abbiamo lottato perché finisse”.

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Il senatore Pd Stefano Vaccari, la sera di venerdì 12 maggio, sarà a Modena, alla sala Giacomo Ulivi, per partecipare alla presentazione pubblica del quarto numero della rivista di teoria e politica Pandora, dedicato al tema delle “élite”. Inizio fissato per le ore 21.00.

E’ in programma per la sera di venerdì prossimo la presentazione modenese del quarto numero di Pandora, la rivista di teoria e politica, che sarà dedicato al tema delle “élite”. All’incontro pubblico prenderà parte il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente. Assieme a lui, ci saranno il docente della nostra Università Giuliano Albarani, presidente dell’Istituto storico della Resistenza e di Storia contemporanea di Modena, e il direttore della rivista Pandora Giacomo Bottos. Modera l’incontro il giornalista de La Gazzetta di Modena Daniele Montanari. L’appuntamento è, quindi, per venerdì 12 maggio, a Modena, presso la sala Giacomo Ulivi, in viale Ciro Menotti. L’inizio è fissato per le ore 21.00. Pandora è una rivista, ma non solo: è, infatti, anche È anche una rete di giovani, provenienti da tutta Italia, che condividono alcune idee riguardo alla politica e alla necessità di trovare nuove forme di elaborazione culturale e nuovi nessi di questa con la politica stessa. La rivista sta al centro del progetto: esce con cadenza indicativamente semestrale e ogni numero ha un tema specifico (numero uno: populismo e rappresentanza; numero due: potere; numero tre: città; numero quattro: élite). A un articolo di apertura scritto da una personalità rilevante del mondo intellettuale seguono contributi scritti da giovani studiosi, studenti o professionisti. Il criterio è quello di raccogliere persone che uniscano un interesse culturale o un percorso accademico all’attività politica. Anche dal punto di vista delle discipline, il tentativo è di adottare una pluralità di prospettive sullo stesso tema. Infine Pandora organizza iniziative in varie città d’Italia: presentazioni di libri, seminari, dibattiti, anche in collaborazione con altre associazioni. Pandora, insomma, è un progetto in divenire che nasce da un’esigenza e un bisogno condiviso, il bisogno di una politica di tipo diverso rispetto a quella a cui il presente ci ha abituato.

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Il senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, anche quest’anno, sarà a Cinisi, domani martedì 9 maggio, per ricordare il giornalista Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nell’ormai lontano 1978. Ecco il suo commento:

“Domani torno, per il secondo anno consecutivo, a Cinisi per l’anniversario della morte di Peppino Impastato. In rappresentanza della Commissione parlamentare Antimafia sarò accanto a Giovanni Impastato, fratello di Peppino, e a Danilo Sullis presidente della Rete 100passi che, da anni, si impegnano per mantenere vivo il ricordo e il valore della battaglia antimafia di Peppino. Parteciperò e interverrò, la mattina, al presidio al Casolare dove Impastato fu ucciso. Sto seguendo, tra l’altro, da vicino la vicenda che riguarda proprio il casolare dove, com’è noto, il giornalista fu ucciso, prima che la mafia simulasse lo scoppio di una bomba sui vicini binari della ferrovia. In particolare, seguo con attenzione l’iter di esproprio e il progetto di riqualificazione del casolare che dovrebbe, finalmente, essere recuperato alla comunità locale e nazionale come luogo di memoria, ma che, almeno al momento, gli Enti locali siciliani sembrano non riuscire a sbloccare. Nel pomeriggio, parteciperò, infine, al Corte storico organizzato da Radio Aut alla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e andrò a visitare la mostra dal titolo “Il Centro Impastato per Peppino e Felicia”, allestita presso l’aula civica, a cura di Umberto Santino, Anna Puglisi, Paolo Chirco e Pino Manzella. Le battaglie di Peppino Impastato devono continuare ad essere le nostre battaglie. Noi non dimentichiamo”.

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Con le elezioni delle delegazioni parlamentari, si completa l’elenco dei modenesi che compongono la nuova Assemblea nazionale del Pd: entrano anche i parlamentari Davide Baruffi, Giuditta Pini e Stefano Vaccari. 

Si completa la rosa dei modenesi che domenica prenderanno parte ai lavori della nuova Assemblea nazionale del Pd. Oggi, infatti, i Gruppi Pd di Camera e Senato hanno scelto i loro rappresentanti. Sono stati eletti la deputata Giuditta Pini alla Camera per la mozione Renzi e il senatore Stefano Vaccari a Palazzo Madama per la mozione Orlando. E’ entrato a far parte dell’Assemblea nazionale anche il deputato Davide Baruffi in quanto componente della Commissione nazionale del congresso in rappresentanza della mozione Orlando.

I parlamentari Baruffi, Pini e Vaccari si vanno ad aggiungere ai 14 delegati modenesi eletti nei due collegi che fanno riferimento alla nostra provincia. Si tratta di Alberto Bellelli (mozione Orlando), Francesca Maletti, Simone Morelli, Patrizia Natali, Andrea Bortolamasi e Chiara Pederzini (mozione Renzi) eletti nel collegio 7 – Modena 1, e di Luciana Serri e Luca Sabattini (mozione Orlando) e Paolo Negro, Giulia Pigoni, Fabio Braglia, Antonella Spada, Umberto Costantini e Ludovica Carla Ferrari (mozione Renzi) eletti nel collegio 8 – Modena 2.

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La criminalità comune e organizzata è interessata a infiltrarsi nel calcio, non solo quello della massima serie, ma anche quello delle categorie minori: lo ha confermato lo stesso capo della Polizia Franco Gabrielli, in audizione, in Commissione Antimafia, come spiega il senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione e relatore del rapporto su organizzazioni criminali e gioco legale e illegale. Ecco la dichiarazione di Stefano Vaccari:  

“In audizione in Commissione Antimafia, il capo della Polizia Gabrielli ha confermato l’interesse della criminalità comune e organizzata per il settore del calcio, con multiformi strategie di penetrazione e relazioni internazionali strutturate, sia nei confronti della massima serie, ma anche e soprattutto delle categorie minori, fino ai campionati della Lega nazionale dilettanti. L’oggetto dell’interesse della malavita è infatti relativo, oltre al gaming online e al match fixing, al giro di affari dell’indotto dovuto agli eventi sportivi, come la gestione delle scommesse, l’assunzione degli steward, la gestione dei parcheggi e dei chioschi intorno agli stadi. Gabrielli ha anche espresso la sua condivisione con molte delle proposte che abbiamo avanzato, come Commissione Antimafia, nella relazione sul rapporto delle organizzazioni criminali con il gioco legale e illegale, di cui sono stato relatore. Nella relazione abbiamo infatti chiaramente sottolineato la necessità di innalzare il livello di controllo preventivo sui requisiti di tutti gli operatori che entrano nel settore del gioco, così come l’esigenza di dare chiare indicazioni sulla distribuzione dei punti gioco e scommesse sul territorio, per rendere più efficace il monitoraggio, introducendo anche nuovi strumenti di inibizione degli esercizi che operano al di fuori della legalità, soprattutto nella raccolta delle scommesse. Ora è necessario tradurre rapidamente quelle indicazioni in norme applicabili, come hanno chiesto le due Camere già nel 2016, discutendo la relazione. La riforma del settore dei giochi è lo strumento giusto che da troppo tempo attende una decisione dalla Conferenza unificata e dal Governo. Senza quel pronunciamento, bisognerà procedere comunque, attraverso modifiche al disegno di legge quadro Mirabelli, incardinato nella Commissione Finanze del Senato”.

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