Sen. Stefano Vaccari - Sito ufficiale - Articoli filtrati per data: Marzo 2017

Il Senato ha approvato con un voto di fiducia il cosiddetto Dl Minniti in tema di governo del fenomeno immigratorio. Tra le novità introdotte dal provvedimento sezioni specializzate presso i tribunali ordinari, eliminazione di un grado di giudizio nei ricorsi contro il no all’asilo, il superamento dei vecchi Cie e l’apertura dei Cpr, la possibilità di lavoro volontario e gratuiti per i richiedenti asilo. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera. Il commento del senatore modenese Stefano Vaccari:

“Il fenomeno migratorio, visti i focolai di conflitto e il tracollo dell’economia in alcuni Paesi africani, non è destinato ad attenuarsi, per questo è fondamentale dotarsi degli strumenti, anche normativi, necessari per tentare di governare la situazione, soprattutto per il nostro Paese, crocevia geografico della rotta del Mediterraneo verso l’Europa”: con queste parole il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, spiega il valore del voto odierno a Palazzo Madama sulla conversione in legge del cosiddetto Decreto Minniti. “Con questo provvedimento – continua Vaccari – si punta a ottenere risultati su più fronti critici: da una parte si accelerano i procedimenti amministrativi per il riconoscimento della protezione internazionale a chi ne ha diritto, ma dall’altra si vuole assicurare l’effettività dei provvedimenti di espulsione di quegli immigrati che non rientrano nelle categorie protette. Continua, inoltre, l’opera di contrasto all’immigrazione illegale e al traffico di migranti. Insomma il rispetto dei diritti dei singoli, l’affermazione dell’accoglienza come dovere delle comunità, ma anche misure volte a garantire la sicurezza dei territori in un rapporto di collaborazione stretta con i sindaci e i Comuni”. Tra le misure previste dal provvedimento, anche la definitiva cancellazione dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione e l’apertura di una rete di 20 Cpr, Centri di permanenza per il rimpatrio, di capienza limitata. “Fondamentale – aggiunge Vaccari – per prevenire il ripetersi di quanto già verificatosi nei vecchi Cie, l’aver previsto un ruolo centrale del Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale a cui vengono riconosciuti tutti i poteri di verifica e di accesso nelle nuove strutture”. Infine, chi rimarrà sul nostro territorio avrà garantita la possibilità di partecipare al benessere della comunità ospitante espletando attività di utilità sociale.

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"Per Nicola Zingaretti parlano i fatti e i fatti attestano, senza ombra di equivoco, che la Regione Lazio, con la sua presidenza, ha saputo voltare pagina nel segno della trasparenza amministrativa e della legalità". Lo dice il senatore PD Stefano Vaccari componente della Commissione Antimafia."Le parole di Buzzi - prosegue Vaccari - affondano nella logica disperata di una persona che, di fronte a gravi capi di imputazione, cerca di confondere le acque, lanciando strali ed accuse verso tutto e tutti, nel tentativo di distogliere l'attenzione e di manipolare l'informazione. Questo maldestro tentativo non gli riuscirà perché di fronte ha persone perbene, come Zingaretti, la cui azione politica - conclude il senatore Vaccari - ha prodotto in questi anni un solido sistema di anticorpi contro il malaffare".

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Il panino a scuola è uno dei temi caldi di cui si dibatte da quando il Tribunale di Torino ha emesso la sentenza, ormai nota, che ha aperto la strada ai genitori che vogliono scegliere per i propri figli il pranzo al sacco invece della mensa. Di questo si sta dibattendo da alcuni mesi anche al Senato, dove i senatori Vaccari, Pignedoli, De Biasi, Bertuzzi e Borioli hanno presentato un'interrogazione alla ministra Valeria Fedeli per chiedere se il ministero intenda emanare delle linee guida a livello nazionale, che colmino il vuoto normativo messo in evidenza dalle decisioni degli organi giudiziari.

"Il pasto a scuola è parte integrante del tempo passato nelle aule. La mensa scolastica non è solo uno spazio fisico, ma è luogo di educazione alla convivialità, al valore del cibo e al rispetto reciproco - spiegano in una nota i senatori Pd - ed è da scongiurare una situazione in cui ogni alunno possa consumare un pasto diverso dall’altro (se non per ragioni di patologie personali). Tenuto conto della situazione complessiva, delle responsabilità a cui sono tenuti tutti i soggetti coinvolti e, naturalmente, del bisogno di chiarezza e delle aspettative delle famiglie, abbiamo chiesto al ministro Fedeli se e quando intenda emanare delle linee guida a livello nazionale che colmino questo vuoto normativo. L’ultima Regione, in ordine di tempo, ad essersi espressa è stata l’Emilia-Romagna che, nel novembre scorso, ha stabilito che non è possibile consumare il pasto domestico a scuola fino a che non ci sia stato un accordo sugli aspetti organizzativi e igienico-sanitari tra gli enti locali, le Aziende sanitarie locali e le istituzioni scolastiche coinvolte".

In attesa della risposta della Minstra Fedeli, pochi giorni fa il MIUR ha emanato una circolare indirizzata agli uffici scolastici regionali attraverso la quale invita ad adottare misure analoghe a quelle adottate nei casi di consumo di pasti speciali e raccomanda agli UUSSRR di favorire l’interlocuzione delle scuole con le famiglie, accogliendone richieste e segnalazioni per contemperare le esigenze di tutti gli alunni  e la collaborazione con gli enti locali responsabili dell’erogazione e della gestione del servizio mensa, impegnadosi, si nota in calce, a comunicare gli enti coinvolti sugli sviluppi della vicenda e sull’esito dei ricorsi proposti in Cassazione.

E' sufficiente? Lo abbiamo chiesto alla senatrice Pd Leana Pignedoli, prima firmataria di un ddl ora in discussione in commissione agricoltura al Senato sulla ristorazione collettiva - "serve per tamponare l'emergenza, ma io credo servano politiche ad hoc. I profondi cambiamenti dello stile di vita delle famiglie e dei singoli hanno determinato, per un numero sempre più crescente di individui, la necessità di consumare almeno un pasto fuori casa utilizzando i servizi della ristorazione collettiva. Infatti, come emerso dal rapporto ISTAT 2013, 11 milioni di italiani mangiano ogni giorno fuori casa e circa la metà di loro lo fa all'interno di una mensa. Appare, pertanto, di tutta evidenza come la ristorazione collettiva, proprio per la dimensione dei pasti prodotta, possa essere uno straordinario veicolo per incidere positivamente sulle scelte e le tendenze alimentari dei cittadini e dunque un servizio con una forte valenza pubblica.

A ciò si aggiungano le linee di indirizzo nazionale del Ministero della salute per la ristorazione scolastica, che muovono dall'esigenza di facilitare sin dall'infanzia l'adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie cronico-degenerative di cui l'alimentazione scorretta è uno dei principali fattori di rischio; tuttavia, tali indicazioni di livello nazionale  - conclude Pignedoli - non sempre trovano applicazione reale dal momento che permangono forti disomogeneità di approccio tra diversi territori, regioni, nonché singole amministrazioni, vanificando, pertanto, le reali possibilità di un miglioramento significativo delle abitudini e del sistema alimentari".

Come spiega il senatore Pd Stafano Vaccari "il momento del pasto a scuola non può considerarsi separatamente dal tempo scuola, essendo il processo educativo per sua natura unitario, la sala da pranzo a scuola è molto di più di una mensa: è un luogo di educazione alla convivialità, alla sostenibilità, al valore del cibo, al rispetto reciproco. Il tempo-mensa è anche un momento in cui si insegna la cultura alimentare e un corretto stile di vita e pertanto è da scongiurare una situazione in cui ogni alunno possa consumare un pasto diverso dall'altro e in un luogo diverso dall'altro".

Insomma, in attesa di capire quali saranno "gli sviluppi", con la risposta da parte della Ministra Fedeli all'interrogazione depositata, che secondo fonti del Ministero dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, a che punto siamo in commissione con la discussione del ddl Pignedoli sulla ristorazione collettiva? Angelica Saggese, relatrice del provvedimento, ci spiega "stiamo procedendo con le audizioni. Alcune settimane fa ilpresidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantoneè intervenuto in particolare sugli articoli che riguardano le modalità delle gare di appalto che fino a prima dell’entrata in vigore del nuovo codice, erano essenzialmente basate sul criterio del massimo ribasso con conseguente scarsa valutazione dell’elemento qualitativo dell’offerta.

Il presidente dell’Anac – continua – ha dunque condiviso l’obiettivo del nostro disegno di legge di mettere a punto criteri che coniughino le esigenze della salute, della nutrizione e delle peculiarità territoriali con l’aspetto più strettamente economico del contratto di affidamento del servizio. Oggi i servizi di ristorazione vengono aggiudicati all’offerta economicamente più vantaggiosa ed è sicuramente un passo avanti ma abbiamo sottolineato l’esigenza di mettere a punto linee guida per ridurre al minimo i margini di discrezionalità nella definizione dei criteri di qualità per servizi di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica. Cantone ci ha confermato di essere già al lavoro da un po’ e, verosimilmente, nelle prossime settimane sarà presentato il bando-tipo da sottoporre alla consultazione delle parti. Noi continueremo intanto con le audizioni in commissione – conclude Saggese – e speriamo di approvare il ddl in Aula entro i prossimi mesi”.

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“Mi unisco ai consiglieri comunali del Partito Democratico di Cinisi Salvatore Catalano, Vera Abbate e Caterina Palazzolo, nel condannare le gravi affermazioni del sindaco della città siciliana Giangiacomo Palazzolo, il quale ritiene che cancellare le tracce dei protagonisti della storia della mafia sia educativo per le nuove generazioni”.
Lo afferma il senatore del Partito democratico Stefano Vaccari.
“Prendere le distanze dal primo cittadino è doveroso perché il suo è un atteggiamento inqualificabile – sottolinea l’esponente pd – soprattutto a fronte degli impegni che solo qualche settimana fa aveva assunto alla mia presenza, in qualità di componente della Commissione Antimafia, e del ministro della Giustizia Andrea Orlando assicurando di voler riproporre i progetti di valorizzazione della casa confiscata a Badalamenti”.
“Voglio augurarmi che ci sia stato un fraintendimento – prosegue Vaccari – ma se così non fosse, si metta d’accordo con se stesso il sindaco e si adoperi con più determinazione verso la Regione per l’acquisizione e il recupero del casolare dove fu ucciso Peppino Impastato prima della messa in scena dell’attentato andato male per nascondere l’assassinio”.
“A differenza di Palazzolo, che vorrebbe abbattere la casa di Badalamenti perché pensa che fino a quando c’è la ‘memoria’ resta il problema “- conclude l’esponente dem – ritengo che la memoria vada, invece, conservata come ‘monito’, affinché non si ricada negli errori del passato”.

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L’Aula del Senato, in mattinata, ha approvato la fiducia al Governo sul disegno di legge di riforma del codice e del processo penale. Il provvedimento – che passa ora al l’esame della Camera - contiene novità in materia di inasprimento delle pene, prescrizione, procedibilità dei reati, intercettazioni e riforma dell’ordinamento penitenziario. Il commento positivo del senatore modenese del Pd Stefano Vaccari:
“Un provvedimento importante che introduce ulteriori garanzie a tutela delle vittime dei reati, che inasprisce le pene per quei reati che creano maggiore insicurezza, che prevede l’ingresso di nuovo personale non solo nei ranghi della magistratura (mille in un biennio), ma anche tra i cancellieri e il personale amministrativo (2mila), che punta a ristabilire il valore rieducativo della pena. Il ddl Penale che abbiamo votato oggi in Aula, al Senato, risponde a molte delle richieste che sono pervenute in questi mesi dalla nostra comunità e punta a sanare situazioni che i casi di cronaca hanno portato alla ribalta. Penso, ad esempio, all’ampliamento dei tempi di prescrizione per i reati che hanno per vittima i minori in modo da consentire alla vittima di vedere perseguito il reato anche dopo aver raggiunto la maggiore età. Anche l’inasprimento delle pene per i reati di furto in abitazione e di scippo è stato disposto per favorire una maggiore tranquillità del cittadino il cui senso di insicurezza è cresciuto di pari passo con il dilagare di fenomeni di microcriminalità. Il provvedimento, però, guarda anche ai grandi fenomeni della corruzione e della criminalità organizzata, aumentando le pene per il reato di scambio elettorale politico mafioso. Sono tutte misure, come spesso ci ha ricordato l'Europa, che aumentano la credibilità e la competitività del nostro Paese”.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, ha portato il tema della scarsità di organico dei vigili del fuoco e della necessità di adeguate assunzioni sul tavolo del ministro dell’Interno Marco Minniti. Ecco la sua dichiarazione:

Il servizio svolto dai vigili del fuoco è sempre più fondamentale nell’organizzazione della nostra comunità e occorre prevedere risorse adeguate per favorire nuove assunzioni e la formazione dei nuovi operatori. Il tema è stato portato direttamente sul tavolo del ministro dell’Interno Marco Minniti dal senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente a Palazzo Madama, che ha presentato una specifica interrogazione incentrata su graduatorie e personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Ogni giorno, in Italia, vengono effettuati quasi 2.300 interventi per una media annua pari a circa 836mila servizi. “Questa mole di lavoro – spiega il senatore Vaccari - è sostenuta da 26.146 unità operative, dalle quali va decurtato il 5 per cento di personale parzialmente idoneo al servizio operativo e circa 2.820 unità che prestano servizio nei 38 distaccamenti aeroportuali. E’ necessario, quindi, e congruo con le attività richieste un potenziamento dell’organico di 3mila unità”. Al momento con il bilancio di previsione per l’anno finanziario 2017 sono stati stanziati 23 milioni di euro per 1.700 assunzioni extra turnover, e 80 milioni di euro per il 2018. Secondo i calcoli effettuati dai sindacati dei vigili del fuoco, la cifra stanziata sarebbe sufficiente a coprire i costi dei corsi di formazione e gli stipendi solo per tre mesi. “Chiediamo al ministro di confermare se effettivamente la situazione è quella che viene delineata da questi dati – conclude il senatore Vaccari – e se non sia il caso di anticipare fondi per permettere l’avvio dei corsi di formazione previsti nel 2017 in modo da avere in tempi congrui personale preparato per il servizio”.

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Il deputato Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari sociali della Camera, e il senatore Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, commentano positivamente l’approvazione, avvenuta oggi in Senato in via definitiva, del disegno di legge delega sulla Povertà che introduce nel nostro sistema di welfare il Reddito di inclusione. Ecco la loro dichiarazione: 

“L'approvazione definitiva da parte del Senato del ddl Povertà rappresenta un grande passo avanti per il sistema di welfare del nostro Paese: l'Italia si dota finalmente di una legge per una misura universale di contrasto alla povertà. La scelta della maggioranza di procedere al Senato all'approvazione senza modifiche del testo prodotto dalla Camera consentirà di velocizzare l'iter per l'approvazione dei decreti attuativi, in modo da poter introdurre al più presto nel nostro ordinamento il Reddito di inclusione (Rei), la misura di contrasto alla povertà delineata dalla legge delega. Il Reddito di inclusione sarà inizialmente rivolto, in via prioritaria, ai nuclei familiari con figli minori, con persone con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza, ma l'obiettivo della legge è quello di raggiungere gradualmente tutta la platea di coloro che si trovano in povertà assoluta, ovvero coloro che non sono in grado di procurarsi quel minimo di beni necessari a condurre una via dignitosa. Sulla base delle esperienze dei principali Paesi europei e del lavoro degli esperti del settore, l'accesso alla misura è regolato dalla prova dei mezzi e legato all'accettazione di progetti di reinserimento lavorativo e sociale. Ciò significa che al sussidio economico si somma un progetto personalizzato di attivazione realizzato dalle équipe multidisciplinari costituite dai Comuni associati a livello di ambito sociosanitario, in rete con tutti i servizi del territorio. Insomma, non si prevede solo un aiuto economico, ma un più complessivo sostegno al reinserimento lavorativo e sociale dei soggetti caduti nella fascia di povertà assoluta”. 

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"Sosteniamo la candidatura di Andrea Orlando perché il Partito Democratico ha bisogno di un segretario che dedichi tutto il proprio impegno a costruire una cultura politica nuova, capace di fondere e di rilanciare nel terzo millennio il meglio della sinistra riformista, del cattolicesimo democratico, dell’ambientalismo, e della promozione dei nuovi diritti civili”. Lo scrivono in una nota i senatori del Pd Donatella Albano, Silvana Amati, Ignazio Angioni, Amedeo Bianco, Daniele Borioli, Claudio Broglia, Rosaria Capacchione, Valeria Cardinali, Vannino Chiti, Erica D’Adda, Camilla Fabbri, Elena Ferrara, Marco Filippi, Elena Fissore, Sergio Lo Giudice, Claudio Martini, Claudio Micheloni, Massimo Mucchetti, Gianluca Rossi Giancarlo Sangalli, Annalisa Silvestro, Ugo Sposetti, Salvatore Tomaselli, Stefano Vaccari, Daniela Valentini.

“Sosteniamo la candidatura di Orlando perché il Partito Democratico, che fu fondato per unire, ha finito negli ultimi anni per dividere e, negli ultimi drammatici passaggi, per scindersi. E oggi – proseguono – ha bisogno di una guida determinata ma mite, in grado di guidarlo oltre la stagione dell’agonismo muscolare, restituendogli una vocazione all’ascolto, inclusiva tanto nell’esercizio della dialettica quanto nel rapporto con la società italiana. Sosteniamo la candidatura di Orlando, perché vogliamo ricostruire il profilo di un partito che declini in modo nuovo la lotta alle povertà e alle disuguaglianze come verso dell’innovazione; incorpori la tutela e la rigenerazione del territorio e delle risorse ambientali negli obiettivi di crescita; rifondi il principio del merito sulla radice di una reale ed esigibile condizione di pari opportunità nell’accesso all’istruzione e alla formazione; definisca un paradigma nuovo della cittadinanza, basato sull’inclusione e sull’estensione dei diritti. Vogliamo un partito che non sia solo luogo della decisione ma anche spazio per la partecipazione, rinnovato nella capacità di utilizzare la propria vocazione maggioritaria non sul crinale di una velleitaria presunzione di autosufficienza, ma quale strumento al servizio della capacità di federare altre forze e altre culture nell’esercizio del governo. Sosteniamo la candidatura di Orlando – concludono i senatori del Pd – per rilanciare un’idea di un’Europa che rifondi le proprie istituzioni politiche, e divenga luogo di autentica democrazia sovranazionale, fondato sulla sovranità dei popoli dell’Unione e non frammentato dalla contrapposizione di nuovi nazionalismi e sovranismi. Un’Europa che muti radicalmente politica e torni ad essere faro della speranza e non bersaglio del rancore”.

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