Sen. Stefano Vaccari - Sito ufficiale - Articoli filtrati per data: Febbraio 2017

Il senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, componente della Commissione Antimafia, commenta con soddisfazione la sentenza del Tribunale di Bologna nel processo Black Monkey che ha comminato 51 anni di carcere al clan Femia. Ecco la sua dichiarazione:

“E’ davvero una sentenza storica quella pronunciata, mercoledì pomeriggio, dal Tribunale di Bologna nell’ambito del processo Black Monkey, per una serie di ragioni. Perché anche l’affarismo nel mondo del gioco legale e illegale è stato compreso nelle attività tipiche di un’associazione mafiosa. Perché pur presentandosi come un’attività sostanzialmente economica, le modalità, come le minacce al giornalista Giovanni Tizian, erano quelle tipiche della criminalità organizzata. Perché l’attività criminosa era fermamente impiantata non in una regione del Sud, ma in Emilia-Romagna. Perché al processo si sono presentate, come parti civili, istituzioni e organizzazioni sociali – comprese la Regione Emilia-Romagna e la Provincia e il Comune di Modena – è a tutte sono stati riconosciuti risarcimenti per i danni subiti. Non ultimo, perché le pene sono state esemplari, 51 anni di carcere per i componenti del clan Femia. I giudici bolognesi certificano che le organizzazioni criminali si sono sì impiantate nelle nostre terre, ma possono essere individuate, smantellate e giudicate dalla Giustizia. Infine, un plauso a due persone che, pur con ruoli diversi, hanno dimostrato coraggio nello svolgere il loro lavoro e animo battagliero contro l’illegalità: il giornalista de L’Espresso Giovanni Tizian e l’avvocato di Libera Enza Rando”.

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, uno dei firmatari assieme ai colleghi emiliani Claudio Broglia e Maria Cecilia Guerra, degli emendamenti al dl Milleproroghe relativi al sisma emiliano, risponde alle accuse di aver ignorato i terremotati emiliani lanciate dal segretario nazionale della Lega Nord Salvini. Ecco la sua dichiarazione:

“Ancora una volta Salvini straparla sul sisma emiliano. Forse è stato male informato, o forse non vuole mancare occasione per alimentare polemiche e malumori. In realtà, il dl Milleproroghe contiene tutte le misure che già avevamo annunciato, ieri, dopo che hanno passato il vaglio in Commissione, comprese quelle relative alle proroghe per mutui e Imu sulle case inagibili. Per sua informazione, ribadisco che queste sono le misure approvate: la proroga fino alla fine del 2017 della sospensione dei mutui accesi dai privati sulle case ancora inagibili; la proroga fino al 2018 della sospensione del pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti agli Enti locali; la proroga al 2019 delle cosiddette Zone franche urbane e la proroga dell’esenzione dal pagamento dell’Imu sugli edifici ancora inagibili fino al 31 dicembre 2018. A cui si aggiunge il dimezzamento del prelievo ai Comuni per il Fondo di solidarietà. #Salvinistudia”.

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Hanno passato il vaglio della Commissione Bilancio e della Commissione Affari costituzionali del Senato cinque emendamenti al dl Milleproroghe riguardanti il sisma 2012 presentati dai senatori emiliani del Pd Stefano Vaccari, Claudio Broglia e Maria Cecilia Guerra. Tra questi la proroga fino alla fine del 2017 della sospensione dei mutui accesi dai privati sulle case ancora inagibili; la proroga fino al 2018 della sospensione del pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti agli Enti locali; la proroga al 2019 delle cosiddette Zone franche urbane e la proroga dell’esenzione dal pagamento dell’Imu sugli edifici ancora inagibili fino al 31 dicembre 2018.

Ben cinque emendamenti al decreto Milleproroghe riguardanti il sisma del 2012, presentati dai senatori emiliani del Pd Stefano Vaccari, Claudio Broglia e Maria Cecilia Guerra, hanno passato il vaglio della Commissione Bilancio del Senato, lo scoglio più insidioso visto che misura la compatibilità economica dei provvedimenti. Sono entrati, quindi, nel decreto la proroga fino alla fine del 2017 della sospensione dei mutui accesi dai privati sulle case ancora inagibili; la proroga fino al 2018 della sospensione del pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti agli Enti locali; la proroga al 2019 delle cosiddette Zone franche urbane e la proroga dell’esenzione dal pagamento dell’Imu sugli edifici ancora inagibili fino al 31 dicembre 2018. A queste proroghe si aggiunge la riduzione del taglio per i Comuni del 50% del Fondo di solidarietà, provvedimento che riguarda tutti i Comuni terremotati, anche quelli del Centro Italia. Per quelli emiliani si tratta di 4,5 milioni circa che vengono restituiti ai Comuni. “Siamo particolarmente soddisfatti del risultato raggiunto – confermano i senatori Vaccari, Brogliae Guerra – Ancora una volta, a distanza di quasi cinque anni dal sisma che colpì le nostre terre, siamo stati in grado di affermare le ragioni e le richieste provenienti dal livello locale verso il livello nazionale. Mentre altri partiti parlano e basta, gridando al lupo, ci siamo fatti portavoce a Roma, presso il Governo, delle esigenze espresse dai nostri territori, in continuo contatto con cittadini, imprese, Comuni e Regione. Una modalità virtuosa che, in questi anni, e ancora una volta, si è rivelata efficace e produttiva”. I provvedimenti hanno passato il vaglio anche della prima Commissione Affari costituzionali.

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“Bene l’impegno del Governo a recuperare immediatamente la Dis-coll nel dl Milleproroghe e a trasformarla, con la legge sul lavoro autonomo, in una misura strutturale”: è quanto dichiarano i parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi, Maria Cecilia Guerra e Stefano Vaccari che, per tutta la giornata, hanno lavorato al recupero della norma che prevede l’ammortizzatore sociale in caso di disoccupazione dei lavoratori parasubordinati e che, in un primo momento, era stato fermato per difetto di copertura al Senato. Ecco cos’è successo nel corso della giornata e come è stato possibile impegnare il Governo a recuperare il provvedimento e a renderlo, in un secondo momento, strutturale:

“La notizia del ritiro per difetto di copertura al Senato del prolungamento della Dis-coll – l’indennità di disoccupazione per i collaboratori – era arrivata come una doccia fredda su quanti come noi avevano lavorato fin da dicembre, con la legge di Bilancio 2017, per l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori parasubordinati anche per quest’anno. Ma soprattutto aveva gettato in queste ore in allarme migliaia di lavoratori, tra cui tanti giovani e donne, che nel nuovo istituto, dal 2015, avevano potuto apprezzare uno dei più significativi passi avanti del Jobs Act in tema di allargamento dei diritti a chi prima era escluso. La dis-coll, come detto, nasce nel 2015, in attuazione della delega di riforma del mercato del lavoro, per assicurare un ammortizzatore sociale in caso di disoccupazione anche ai lavoratori impiegati con contratti di collaborazione. Nata come misura sperimentale e transitoria, era stata prorogata dapprima per il 2016 e poi prospettata per il 2017, in attesa di un riordino strutturale della materia del lavoro autonomo non imprenditoriale. Come è noto, in sede di approvazione del Bilancio 2017 la crisi aveva impedito di completare il lavoro parlamentare sul testo (il Senato fu costretto ad approvare la legge senza possibilità di integrazioni e modifiche): da qui il nostro impegno a recuperare questa misura con il decreto Milleproroghe o con la sua legge di conversione in Parlamento. La notizia del ritiro del provvedimento, e la congiunta comunicazione dell’Inps sulla fine dell’istituto di queste ore, hanno provocato una giusta reazione parlamentare oltre che, naturalmente, dei lavoratori direttamente interessati, che in queste ore ci hanno subissato di telefonate, mail e messaggi. Bene dunque l’impegno di oggi del Governo, per voce del Ministero del Lavoro, a recuperare immediatamente la Dis-coll nel decreto Milleproroghe. Bene anche che il Governo abbia confermato l’impegno di voler dare alla misura un carattere strutturale, che superi la sperimentazione in corso, con la legge sul lavoro autonomo che proprio in questi giorni stiamo esaminando in Commissione Lavoro a Montecitorio”.

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Comunicato Stampa CIGL Federazione Lavoratori Agroindustria Emilia Romagna

"Anche grazie ai parlamentari emiliano romagnoli sventato il tentativo di smontare la legge contro il caporalato attraverso il “Milleproroghe”

Nella giornata di ieri siamo venuti a conoscenza che gli emendamenti alla Legge 199/2016, presentati dai senatori Dalla Tor e Mancuso (Area Popolare), Amidei (Forza Italia) e Panizza, Berger, Fravezzi e altri (Autonomie) nel Milleproroghe, sono stati respinti nella seduta di martedì sera della Commissione Bilancio del Senato.

Ricordiamo che gli emendamenti intendevano spostare a giugno 2019 l'entrata in vigore, anche per l’agricoltura, dell'Uniemens (il modello che comunica all’INPS le giornate lavorate dai lavoratori dipendenti). La Legge 199/2016 ne prevede l’entrata in vigore a gennaio 2018, un tempo più che sufficiente per permettere a tutte le aziende agricole di adeguarsi. Evidenziamo che l’Uniemens è lo strumento adottato in tutte le altre realtà produttive. Per la Flai Cgil è stato un chiaro tentativo di depotenziare la legge che da poco è andata in vigore.

La comunicazione mensile delle giornate lavorate è strumento fondamentale per accertare eventuali irregolarità ed elusioni, oltre che per contrastare caporalato e lavoro nero. La dichiarazione mensile fornirebbe all'INPS e non solo, delle informazioni sui rapporti di lavoro in essere più aggiornate e tempestive di quelle che attualmente vengono comunicate attraverso il “DMAG”. Con il “DMAG”, infatti, le giornate lavorate in agricoltura vengono comunicate all’INPS nel mese successivo al trimestre di riferimento; per fare un esempio: le giornate lavorate a gennaio 2017 devono essere comunicate entro il 30 aprile 2017.

Il controllo delle giornate, con comunicazione mensile, permette all’INPS e alla “Cabina di regia”, istituita da “Campolibero” e rafforzata dalla Legge 199/2016, di poter effettuare controlli più precisi e tempestivi.

La Commissione Bilancio ha espresso un parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione e, successivamente, il relatore Collina (PD) ha invitato i proponenti a ritirare i tre emendamenti. Infine, il Sottosegretario Pizzetti, a nome del Governo, ha espresso parere conforme a quello del relatore.

Ringraziamo i parlamentari eletti nella Regione Emilia Romagna che hanno lavorato per contrastare quel pericoloso emendamento che avrebbe, di fatto, depotenziato la Legge 199/2016. Auspichiamo ora che anche i Ministeri competenti provvedano alle nomine utili per il funzionamento della “Cabina di Regia”.

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Sentiamo il bisogno di una presa di parola nel dibattito politico in corso, con un piccolo contributo e una breve presa di posizione.

È necessario l'avvio di una riflessione profonda su in contesto, nazionale e internazionale, più vasto di quello che emerge nell'attuale discorso pubblico. Brexit e Trump, lo stato dell'Unione Europea, i prossimi importanti appuntamenti elettorali nel continente, chiamano a un'attenzione vigile e ad un'analisi impegnata. È da capire dove va il nostro tempo per capire dove dobbiamo e vogliamo andare noi. E i recenti difficili passaggi che ci hanno coinvolto, elezioni amministrative, risultato del referendum, cambio di leadership governativa, aspettano ancora una ragione interpretativa che dia conto di fatti presenti e di scelte passate. C'è bisogno di un tempo ragionevole per l'elaborazione di una prospettiva, al fine di ridisegnare obiettivi specifici e ricaricare motivazioni di massa in grado di nutrire l'immediata iniziativa politica. Badare alle emergenze e risolverle nell'interesse dei cittadini è compito del governo. Guardare oltre e segnare una mappa di cammino è compito del partito. Mentre la nuova questione sociale va messa al primo punto dell'ordine del giorno per l'azione combinata di partito e di governo.

Allora, il suggerimento di alcune linee-guida:

  1.  Contribuire innanzitutto al buon lavoro del governo Gentiloni, nella pienezza dei suoi poteri;
  2. Rimettere in piedi il PD, al centro e sui territori, restituendone l'immagine di una grande forza politica popolare unitaria;
  3. Lavorare a una legge elettorale omogenea per Camera e Senato, con i due obiettivi non incompatibili di una corretta rappresentanza e una necessaria governabilità;
  4. Non concedere più nulla alla pulsione antipolitica, soprattutto nella sulla forza devastante di antiparlamentarismo; 
  5. Alzare la bandiera di una visione per un'altra Italia, in un'altra Europa, nell'ordine/disordine mondiale;
  6. Andare a vincere, vedremo se con la lista di partito o di coalizione, alle elezioni politiche, una volta realizzati questi obiettivi, dando così un senso ai mesi che restano della legislatura.

Tronti, Albano, Amati, Angioni, Bianco, Borioli, Broglia, Capacchione, Cardinali, Chiti, Cirinnà, Corsini, D'Adda, Dalla Zuanna, De Biasi, Dirindin, Fabbri, Ferrara, Filippi, Fissore, G. Rossi, Giacobbe, Granaiola, Guerrieri, Idem, Lo Giudice, Manassero, Manconi, Martini, Mattesini, Micheloni, Puppato, Ranucci, Sangalli, Silvestro, Sonego, Tocci, Tomaselli, Vaccari, Valentini, Zavoli.

 

 

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, con una interrogazione, chiede al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli di emanare linee guida a livello nazionale che colmino il vuoto normativo sul tema della ristorazione scolastica, ovvero il pasto domestico consumato a scuola. “Il pasto a scuola è parte integrante del tempo scuola – ricorda il senatore Vaccari – La mensa scolastica non è solo uno spazio fisico, ma è luogo di educazione alla convivialità, al valore del cibo e al rispetto reciproco. Per queste ragioni, a mio parere, è da scongiurare una situazione in cui ogni alunno possa consumare un pasto diverso dall’altro (se non per ragioni di patologie personali) e in un luogo diverso dall’altro”.

Occorre una norma nazionale che renda uniforme il comportamento delle scuole su tutto il territorio nazionale: la questione del “panino a scuola” approda sul tavolo del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, grazie a una interrogazione a prima firma del senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente. Vaccari, nella sua interrogazione, firmata dai colleghi Pignedoli, De Biasi, Bertuzzi e Borioli, ricorda le risposte contradditorie, in assenza di un quadro normativo chiaro e definito, che sul tema sono arrivate dagli organi giudiziari interpellati dai genitori e dalle varie Regioni che se ne sono occupate. L’ultima, in ordine di tempo, ad essersi espressa è stata l’Emilia-Romagna che, nel novembre scorso, ha stabilito che non è possibile consumare il pasto domestico a scuola fino a che non ci sia stato un accordo sugli aspetti organizzativi e igienico-sanitari tra gli enti locali, le Ausl e le istituzioni scolastiche coinvolte. “Il pasto a scuola è parte integrante del tempo scuola – ricorda il senatore Vaccari – La mensa scolastica non è solo uno spazio fisico, ma è luogo di educazione alla convivialità, al valore del cibo e al rispetto reciproco. Per queste ragioni, a mio parere, è da scongiurare una situazione in cui ogni alunno possa consumare un pasto diverso dall’altro (se non per ragioni di patologie personali) e in un luogo diverso dall’altro”. Tenuto conto della situazione complessiva, delle responsabilità a cui sono tenuti tutti i soggetti coinvolti e, naturalmente, del bisogno di chiarezza e delle aspettative delle famiglie, il senatore Stefano Vaccari chiede al ministro Fedeli “se e quando intenda emanare delle linee guida a livello nazionale che colmino il vuoto normativo messo in evidenza”. 

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"Finalmente si approva un disegno di legge importante per migliorare ancora l'eccellenza del sistema nazionale della Protezione civile, un testo sul quale avrebbe fatto piacere riscontrare da subito, anche al Senato, l'ampio consenso registrato alla Camera. Il tema della gestione delle emergenze deve essere sempre fuori dalla polemica politica, non solo all'indomani delle tragedie". Lo dice il senatore Stefano Vaccari, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente. 
"Il testo - prosegue Vaccari - torna purtroppo alla Camera per un parere vincolante della Ragioneria generale dello Stato sulla necessità di esplicitare l'invarianza della spesa, parere cui abbiamo dovuto dare seguito. Il Pd è impegnato ad assicurare alla Protezione civile normative chiare ed omogenee e procedure snelle e trasparenti. Ora ci auguriamo che la Camera possa approvare la legge in tempi brevi e che il governo possa dare seguito al testo con i decreti attuativi".

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Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, ha tenuto, per conto del Gruppo Pd, la dichiarazione di voto sul disegno di legge delega di riordino del sistema di Protezione civile, provvedimento ridiventato di stretta attualità dopo il concatenarsi di avversità che si sono cumulate a danno delle popolazioni del Centro Italia. Il senatore Vaccari, nello spiegare le ragioni della necessità di un riordino delle norme precedenti, ha ricordato in Aula la sua esperienza di assessore provinciale alla Protezione civile alle prese con l’emergenza del sisma emiliano nel 2012 e il vuoto normativo con cui dovettero fare i conti soccorritori e amministratori. 

“Non serve un uomo solo al comando, servono invece donne e uomini al posto giusto nel momento giusto come, del resto, questo Paese ha saputo dimostrare in questi giorni”: è stata, insieme, una difesa appassionata del lavoro del sistema di Protezione civile e la presentazione del disegno normativo per il futuro, la dichiarazione di voto sul disegno di legge delega di riordino della Protezione civile fatta, per conto del Gruppo Pd, dal senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente. La materia è ridivenuta di stretta attualità dopo che le popolazioni del Centro Italia sono state colpite, a più riprese, dal sisma e da una nevicata di eccezionale portata, con tutte le polemiche che ne sono conseguite. “Giudico ingiustificabili – ha detto subito Vaccari – le strumentalizzazioni e gli sciacallaggi che, a più riprese, organi di informazione e forze politiche hanno fatto, senza vergogna. Perché, pur di fronte all’eccezionalità e al concatenarsi di eventi atmosferici senza precedenti, si è fatto un lavoro straordinario ed encomiabile da parte di tutti, nessuno escluso”. La delega al Governo punta a omogeneizzare e semplificare la materia visto che, sull’impianto originario della normativa, si sono sovrapposte, nel tempo, disposizioni particolari che possono ingenerare incertezze e complicare l’azione del sistema di Protezione civile nazionale. La delega dovrà essere esercitata entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge che, comunque, definisce le attività di Protezione civile, l’attribuzione delle funzioni, la partecipazione dei cittadini, la disciplina dello stato di emergenza e la previsione del potere di ordinanza in deroga, le modalità di attivazione operativa del Servizio nazionale, i piani di emergenza comunali, i finanziamenti e le risorse. Il senatore Vaccari ha anche ricordato il sisma emiliano e il fatto che da assessore provinciale alla Protezione civile può testimoniare le difficoltà create dal vuoto legislativo a cui si trovarono davanti soccorritori e amministratori. “Come Gruppo Pd – ha continuato Vaccari – fin dall’inizio della legislatura, ci siamo presi l’impegno di costruire le condizioni perché ogni cittadino italiano potesse avere le stesse risposte di fronte a una calamità naturale”. Necessario, infine, diffondere una nuova cultura di protezione civile, intesa anche come necessità di formazione individuale del singolo cittadino: “Lo scambio, la condivisione e la collaborazione tra enti, volontariato, accademia, cittadini e media – ha concluso Vaccari – sono essenziali per realizzare una vera resilienza partecipata”.

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“Il dibattito sulla legge elettorale ci segnala che le forze politiche non hanno a fuoco le priorità del Paese. Pensare che ciò che ha scritto la Corte Costituzionale sia immediatamente applicabile vuol dire non conoscere la Costituzione e le discriminazioni di genere che il sistema delle preferenze differenziate genererebbe tra Camera e Senato, quest’ultimo destinato a trasformarsi in un’assemblea quasi totalmente maschile”. Così, in una nota congiunta, i senatori Pd, Rosaria Capacchione e Stefano Vaccari, componenti della Commissione Antimafia.

“Serve dunque produrre ogni sforzo utile a trovare un accordo con le altre forze politiche – aggiungono – al fine di allineare i due sistemi elettorali per i due rami del Parlamento, assicurando che entrambi producano una maggioranza in grado di governare il Paese. Aggiungiamo poi che una diversa definizione dei collegi al Senato aiuterebbe anche ad evitare che in tante regioni del nostro Paese i candidati e il percorso di ricerca delle loro preferenze siano preda di organizzazioni criminali radicate in quei territori, attraverso i loro sodali travestiti da normali imprenditori in grado di condizionarne il risultato e conseguentemente il futuro. Serve quindi un riequilibrio anche per evitare condizionamenti, soprattutto al Senato, dove collegi regionali vastissimi possono risultare di difficile contendibilità senza aiutini”.

“In questo quadro, servono tempi e modi giusti prima di tornare alle urne, cercando di dare nel frattempo risposte concrete e importanti riguardo i principali problemi degli italiani. A partire dal lavoro, dal sostegno all’economia e dalla giustizia, approvando la riforma del codice che attende da troppo tempo, nonché le misure riguardanti gli amministratori locali minacciati e intimiditi, le modifiche alla normativa in materia di beni e aziende confiscate alle mafie, la riforma della prescrizione dei processi, le misure di contrasto alla criminalità nel settore del gioco d’azzardo e quelle a favore dei testimoni di giustizia. Importante sarebbe riconoscere ufficialmente il 21 marzo come Giornata nazionale della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, chiudendo in fretta l’iter avviato dalla Commissione Affari costituzionali alla Camera. Sarebbe un esercizio responsabile ed utile dell’attività parlamentare a cui tanti si richiamano senza essere immediatamente conseguenti”, concludono Capacchione e Vaccari.

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