Biotestamento, sì definitivo: è legge. Ok al Senato con 180 voti favorevoli

Via libera dall'Aula del Senato al biotestamento. I sì sono stati 180, 71 i no e 6 astenuti. Il testo diventa legge. Un grande applauso dopo il voto si è alzato dall'Aula. Approvato dalla Camera il 20 aprile scorso, il disegno di legge sul biotestamento ha concluso dunque oggi il suo iter. Il cuore del provvedimento è l'articolo 3 sulle disposizioni anticipate di trattamento (Dat).

«Dal Senato via libera a una scelta di civiltà. Un passo avanti per la dignità della persona». Così il premier Paolo Gentiloni commenta su twitter il via libera del Senato al biotestamento.

«L'approvazione definitiva della legge sul biotestamento è un importante e positivo atto di responsabilità del Parlamento. D'ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche», afferma la presidente della Camera Laura Boldrini.

«Il provvedimento sul fine vita è legge. Si tratta di un passo in avanti nella direzione della libertà e della consapevolezza dei diritti del malato. L'impegno adesso è accompagnare con cura e amore - e sempre maggiori risorse - chi vive la malattia. Accogliere, prendersi cura, accudire. E rispettare la libertà, sempre». Lo scrive su Fb il segretario del Pd Matteo Renzi.

«L'approvazione del testamento biologico è una delle pagine migliori di questa legislatura». Lo scrive su Facebook Roberto Speranza, di Liberi e Uguali. «Su un tema delicato come il "fine vita" da oggi ci sono più diritti e più libertà per tutti», aggiunge.

«Oggi è il giorno della responsabilità. Un giorno in cui il Parlamento di questa aberrante legislatura potrà riprendersi il merito e l'orgoglio di aver consegnato una pagina di civiltà al suo Paese. Il disegno di legge sul biotestamento è il frutto dell'unificazione di più proposte, la prima delle quali, ed è un orgoglio dirlo, è del MoVimento 5 Stelle e reca la prima firma del deputato Mantero». Lo affermano in una nota i parlamentari del M5S.

«Qualche lacrima è uscita quando abbiamo visto il cartellone del voto, qualche emozione forte anche in ricordo di una lunghissima battaglia. Più di dieci anni fa quel dibattito insopportabile sul caso Englaro che mi toccava presiedere con qualche insulto. E quanto tempo, quanta fatica per arrivare a una legge di umanità». A dirlo è Emma Bonino. «Quando si riesce a far sì che le istituzioni finalmente ascoltino anche se ci si mette anni, decenni, sono emozioni importanti. E credo che è questo che non dobbiamo dismettere, mai dare per scontato che non si può fare niente. Mai dare per scontato che le istituzioni comunque non contano. Mai dare per scontato che i diritti arrivano da sé. Proprio perché è un piccolo passo avanti da questo dobbiamo trovare la forza di andare avanti nei passi che ancora restano». 

Ecco il testo della legge punto per punto.

IL CONSENSO INFORMATO - Il testo prevede che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. Viene «promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato» e «nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari».

I MINORI - Per quanto riguarda i minori «il consenso è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall'amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore».

LE DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO - Ogni «persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso "Disposizioni anticipate di trattamento" (Dat), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali». Le Dat, sempre revocabili, risultano inoltre vincolanti per il medico e «in conseguenza di ciò - si afferma - è esente da responsabilità civile o penale». Devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata, con sottoscrizione autenticata da notaio o altro pubblico ufficiale o da un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o convenzionato. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possono essere espresse attraverso videoregistrazione. In caso di emergenza o di urgenza, precisa inoltre il ddl, «la revoca può avvenire anche oralmente davanti ad almeno due testimoni».

PIANIFICAZIONE DELLE CURE - Nella relazione tra medico e paziente «rispetto all'evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità».

L'ITER - Il provvedimento è stato approvato il 20 aprile dalla Camera. Durante l'esame in commissione al Senato sono stati presentati migliaia di emendamenti, 3005 solo in Aula. La presidente della commissione Emilia De Biasi a fine ottobre si è dimessa da relatrice proponendo, per accorciare i tempi di esame, di valutare l'invio in Aula del testo senza relatore.

       

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