Province, Vaccari “Alla deriva, non siano i cittadini a pagare”

Il senatore modenese del Pd Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente ed ex assessore provinciale all’Ambiente della Provincia di Modena, si fa di nuovo interprete delle gravi difficoltà attraversate dalle Province, enti rimasti in mezzo al guado della riforma e ora pressoché impossibilitati a portare a termine i loro compiti sui settori ancora di competenze, in particolare la viabilità e l’edilizia scolastica. Ecco la sua dichiarazione:

“Bisogna assolutamente evitare che siano milioni di cittadini italiani a pagare il costo della deriva cui sono state abbandonate le Amministrazioni provinciali italiane. Il grido d’allarme lanciato in questi giorni da coloro che sono rimasti a presidiare questi enti di area vasta, smantellati sotto il profilo istituzionale e finanziario nel corso degli ultimi anni, ha il sapore dell’ultimo avviso. Un avviso che, se rimanesse inascoltato, avvierebbe una ulteriore dequalificazione della rete infrastrutturale e dell’edilizia scolastica italiane, nonché un’ulteriore regresso sul fronte della tutela del territorio e del patrimonio pubblico. Molto ci sarebbe da dire sul pasticcio istituzionale generato da un processo rimasto incompiuto, anche per il fallimento della revisione costituzionale. Doveva servire a tagliare i costi della politica e a recuperare efficienza: ha finito con il riempire di buche le migliaia di chilometri di rete stradale provinciale, decisiva per le attività di migliaia di imprese, e per portare verso condizioni di precaria agibilità moltissime scuole superiori. Consumato il “furore” del taglio dei costi della politica, sono rimasti in campo decine di amministratori che, senza percepire alcun compenso e neppure un centesimo di rimborso spese, devono rispondere davanti ai cittadini di servizi essenziali, per svolgere i quali non hanno neppure lontanamente le minime risorse necessarie. Rimandiamo ad altra sede l’irrinunciabile riflessione sullo sconquasso istituzionale prodotto da una riforma rimasta incompiuta, per chiedere al Governo una svolta radicale e urgente, sin dalla prossima legge di bilancio, sul fronte delle risorse destinate alle Provincie. Il declino palpabile di questi anni non può più essere affrontato con provvedimenti tampone, che aggiungono, come nel caso dell’ultima “manovrina”, risorse utili ma comunque largamente insufficienti. Occorre che la rotta sia invertita in maniera strutturale e programmata. Sul fronte della manutenzione ordinaria, garantendo trasferimenti adeguati (indispensabili per enti quasi del tutto privi di autonomia impositiva e finanziaria); su quello della manutenzione straordinaria, destinando quote programmate e mirate del fondo di investimenti pluriennale, previsto e annunciato dal Governo, agli interventi sulla rete di viabilità provinciale e sugli edifici scolastici”.

       

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