C44F180D-4716-4FC7-82D6-04749DC4CBA0Rivolgo innanzitutto un ringraziamento al Sindaco di Carpi Alberto Bellelli per l’invito a presenziare a questa bella e partecipata manifestazione. Un caro saluto ai rappresentanti delle associazioni dei combattenti e reduci, alle associazioni darma, a quelle degli invalidi civili e del lavoro, alle autoritàmilitari, religiose e civili, alle insegnanti, ai genitori e ai ragazzi della Scuola Giuseppe Verdi di Carpi, nonché alla Filarmonica di Carpi e a tutti i cittadini per lo splendido inizio dedicato a quel periodo storico attraverso le canzoni più note. 

Questa data ricorda la battaglia di Vittorio Veneto, che, con la conclusione della prima guerra mondiale, portòallunificazione dellItalia: oggi celebriamo lUnitàdItalia, non dimenticando i caduti che si sono sacrificati per dare vita al nostro Paese. Una realtà articolata quella dei caduti per amore della patria, una schiera di vite umane che non possiamo ricordare in maniera superficiale e sommaria. Un primo pensiero va ai civili  quelli che soffrirono o morirono per fame, malattie, azioni militari, violenze  e i soldati condannati per reati disciplinari e uccisi a seguito di sentenze, di decimazioni, di esecuzioni sommarie sul campo.Riconoscenza va ai soldati caduti, agli invalidi, ai feriti e a tutti coloro che ebbero la vita sconvolta dalla guerra, compresi quelli le cui menti non ressero allorrore (gli scemi di guerramorti a centinaia nei manicomi), i suicidi, gli autolesionisti, i prigionieri italiani lasciati morire senza assistenza da un governo criminale che li considerava vigliacchi (100.000 prigionieri italiani morti su 600.000, rispetto ai 20.000 morti su 600.000 prigionieri francesi, aiutati dal loro Stato).E non possiamo dimenticare, proprio nei giorni del centenario di Caporetto e proprio nella nostra terra di profughi, i civili morti per sfinimento, quelli travolti dalla spagnola o dalla mancanza di cure, quelli dilaniati dai bombardamenti, o uccisi per sfizio dallesercito di occupazione mentre difendevano le loro povere cose.

18BBDAFA-E93B-440A-B216-A929F062F379Oggi come detto, festeggiamo l’Unita d’Italia, ma anche e soprattutto le Forze Armate, che nella nostra Repubblica sono dedicate alla sicurezza interna e alla ricerca della pace a livello internazionale. Quando ricordiamo i nostri combattenti, quando ricordiamo i nostri caduti di ogni tempo, quando ci rechiamo ai cippi o ai monumenti posti in memoria delleroismo spesso oscuro della nostra gente, non facciamo omaggio a valori che attengono al concetto di guerra, ma a valori che esaltano la profonda umanitàdel sacrificio, delleroismo, della dedizione alla patria che sono perenni e comuni al popolo italiano.

Valori che hanno contraddistinto giovani nati nel 1899 che hanno avuto il loro battesimo del fuoco nella Grande guerra nel novembre 1917 e furono protagonisti delle battaglie che decisero le sorti del conflitto.

In quegli anni furono 265.000 i giovani poco più che adolescenti, comandati da ufficiali veterani, a combattere le tre battaglie decisive per lunitàdel nostro Paese: quella darresto, quella del Solstizio e quella di Vittorio Veneto. Le loro imprese sono sostenute da una decina di medaglie doro e migliaia dargento e bronzo.

I giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno è stato magnifico. Li ho visti i ragazzi del 99. Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora. Queste le parole del generale Diaz, nell'ordine del giorno del 18 novembre 1917, per rendere loro omaggio. Frasi che resero quei giovani per sempre parte di una storia di cui andare fieri e che abbiamo il dovere di ricordare, non solo oggi che ricorre il centenario. 

A loro anche Gabriele D'Annunzio dedicò parole di ammirazione: la madre vi ravvivava i capelli, accendeva la lampada dei vostri studi, rimboccava il lenzuolo dei vostri riposi. Eravate ieri fanciulli e ci apparite oggi così grandi!.

La guerra è la cosa più orribile che può accadere ad un popolo, ed ecco perché lart.11 della nostra Carta Costituzionale recita: "LItalia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertàdegli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" e non si ferma qui, continua dicendo, che l'Italia si impegna a lavorare con gli altri popoli per assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni.  E proprio lavorando in questa direzione insieme agli altri stati europei, l'Unione Europea nel 2012 si è vista conferire il premio Nobel per la Pace, quale riconoscimento al contributo che essa ha dato per oltre 60 anni alla promozione della concordia, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti Umani. La storia è anche memoria, la storia ci insegna come evitare di commettere nuovamente gli stessi errori, ma non sempre èstato cosìNon sìè mai verificato un periodo cosìlungo di pace, eppure il momento che stiamo vivendo è certamente il più difficile del dopo guerra, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista politico-sociale. Stiamo uscendo da una crisi economica che non ha avuto pari e il quadro internazionale muta ed evolve rapidissimamente stravolgendo equilibri da tempo consolidati e sui quali la politica non è stata lungimirante. Non combattiamo al fronte, ma siamo in prima linea per affrontare una guerra contro i nemici di questo tempo: il terrorismo internazionale e le disuguaglianze sociali. Oggi siamo coinvolti e testimoni di due grandi fenomeni sociali: da una parte le difficoltàdi molte nostre famiglie che non hanno più mezzi economici per poter vivere e rispetto alle quali gli Stati devono trovare soluzioni per garantire a tutti una esistenza dignitosa perché altrimenti é a rischio la coesione sociale e quindi alcuni principi che costituiscono lUnita Nazionale, come il diritto al lavoro. Dallaltro viviamo in un contesto mondiale nel quale gruppi armati fintamente mossi da un intento religioso stanno operando per sovvertire le nostre società, seminando paura, terrore, morte. Essere cittadini Italiani ed europei significa fare i conti anche con questi fenomeni che hanno già colpito tante città europee. L'immigrazione, laccoglienza, la collaborazione, la solidarietàilrispetto reciproco sono invece i principi sui quali èbasata la nostra società a partire dalla sua Costituzione. Riuscire a costruire una societàin cui, accanto al miglioramento delle condizioni economiche delle nostre famiglie, si realizzinolintegrazione e laccoglienza, senza violenza, senza emarginazione, senza discriminazione di razza, di sesso, di colore della pelle, costituisce uno degli impegni attuali e decisivi, quanto importante è stato necessario in origine unire il nostro Paese combattendo per quell'obiettivo. 2C8E4B2D-1A1C-43FF-A013-0F7442DDBBEF

Questo impegno è affidato, in particolare, alla cultura, alla scuola, quindi alle giovani generazioni, alla generazione Erasmus che ha potuto vivere, studiare, crescere in una Europa unita e senza frontiere, e a cui ora spetta il compito di proseguire una stagione di pace e concordia, nella democrazia basta su diritti e doveri. La giornata di oggi ha quindi il significato di ricordare il sacrifico dei nostri caduti e di conoscere la storia per meglio interpretare il presente, per immaginare un futuro fatto di progresso, di riduzione delle disuguaglianze, di nuovi diritti, no di certo di nuovi muri, fili spinati e chiusure delle frontiere. La rinascita di una nuova idea di Europa ha bisogno di responsabilità, di nuove energie, di nuovi sogni e nuove speranze, da condividere tutti assieme tra le generazioni, per un futuro comune. Un futuro di pace, giustizia è libertà. 

Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l'Italia, viva l'Europa. 

 

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La Legge di bilancio 2018, che approda domani alla discussione in Senato, contiene importanti novità per le aree colpite dal sisma del 20 e 29 maggio del 2012. Lo rende noto il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente. Ecco il suo commento:

“La proroga delle agevolazioni per le zone franche urbane per gli anni 2018 e 2019, la proroga dell’esenzione dal pagamento dell’Imu sugli immobili ancora inagibili, la proroga del pagamento delle rate dei mutui accesi dagli Enti locali e la previsione di specifici finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione: sono queste le importanti misure contenute nella Legge di bilancio 2018 che abbiamo visto in anteprima e che cominceremo ad analizzare da domani a Palazzo Madama. Sono misure attese nelle aree colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio del 2012. E possiamo sottolineare, con soddisfazione, che, anche a più di cinque anni di distanza dalle scosse, il Governo continua ad essere attento alle esigenze del nostro territorio, inserendo per la prima volta nel testo iniziale le misure richieste. Vengono, innanzitutto, prorogate fino al 31 dicembre 2019 le agevolazioni previste per le zone franche urbane, ovvero quelle misure di fiscalità di vantaggio introdotte per sostenere la ripartenza delle attività produttive e commerciali nei centri storici danneggiati. Si stabilisce, inoltre, che le somme non spese nel 2017 possono essere utilizzate nel periodo successivo, naturalmente per le medesime finalità, fino a un massimo di 750mila euro. Prorogata anche al 31 dicembre 2018 l’esenzione dal pagamento dell’Imu per i proprietari di immobili che risultano ancora inagibili, mentre la sospensione del pagamento degli oneri relativi alle rate dei mutui accesi dagli Enti locali presso la Cassa depositi e prestiti viene prorogata di un altro anno. In sostanza, gli Enti locali potranno pagare gli oneri in questione dal 2019, senza sanzioni o interessi di mora, in rate di pari importo spalmate su dieci anni. Infine, per agevolare la ricostruzione pubblica e ripristinare o realizzare opere di urbanizzazione primarie, vengono previsti 350 milioni di euro nella forma di specifici finanziamenti bancari agevolati: i commissari delegati delle Regioni interessate possono cioè accendere mutui della durata massima di 25 anni, le cui rate di ammortamento vengono pagate direttamente dallo Stato agli istituti finanziatori. Sono misure molto importanti, che andranno completate in sede di discussione per quanto ancora è necessario all’opera di ricostruzione. Per questo, insieme al collega Broglia, anche quest’anno, presenteremo un pacchetto di emendamenti per chiedere la proroga anche dello stato di emergenza, della gestione da parte dei Comuni del personale a tempo determinato o in somministrazione, la impignorabilità delle risorse assegnate ai privati, la riduzione dell’area del cratere e il supporto di Fintecna alla struttura commissariale. Ancora una volta, siamo convinti che con l’impegno e il lavoro congiunto delle Amministrazioni locali, la Regione, il Parlamento e il Governo si possano ottenere misure essenziali per il prosieguo dell’opera di ricostruzione che potrà così procedere ancora più spedita”.

Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, commenta la decisione del presidente del Senato Piero Grasso di abbandonare il Gruppo Pd per passare al Gruppo Misto:

“L’abbandono del Gruppo Pd da parte del presidente del Senato Grasso mi addolora personalmente e mi rende ulteriormente amaro questo ultimo scorcio di legislatura. Io non condivido il giudizio che esprime sul mio partito, nel quale continuano a riconoscersi milioni di elettori, una parte grande di quel “popolo” che altri evocano senza averne con sé se non una minima frazione. Tuttavia, questo mio commento netto e critico sulle sue valutazioni esprime, al tempo stesso, il rispetto e l’attenzione che si devono a un uomo il cui impegno al servizio dello Stato, prima come magistrato e ora come seconda carica della Repubblica, è stato esemplare moralmente e ricco di insegnamenti per tutti noi. Per questo, pur nel dissenso che non potevo tacere verso le più severe tra le sue parole, considererei un grave errore per noi Democratici sottovalutarne la rilevanza. L’auspicio è che le nostre strade possano tornare a incontrarsi molto presto”.

E’ stata approvata all’unanimità in via definitiva la proposta di legge sui domini collettivi, meglio note come Comunalie. Relatore alla Camera dei Deputati è stato Giuseppe Romanini, deputato Pd parmense. Ecco la dichiarazione del senatore Stefano Vaccari che ha seguito l’iter della legge a Palazzo Madama: 

“All’apparenza una piccola legge, in realtà una norma che da compiutezza alla nostra Costituzione e certezza giuridica a un diverso modo di possedere, quello Collettivo, che affonda le sue origini nei secoli e che il fascismo, con la legge 1766 del 1927, ha tentato di liquidare. Con oggi si chiude una lotta durata 90 anni che le organizzazioni familiari montane, gli usi civici e le Partecipanze agrarie hanno condotto sul piano giudiziario e politico per difendersi da quella legge.” Questo il commento del senatore Stefano Vaccari, il quale era stato co-relatore del ddl a palazzo Madama, insieme al senatore Giuseppe Cucca. Il ddl approvato, oggi, all’unanimità alla Camera dei Deputati mira al riconoscimento dei domini collettivi, ovvero le forme di proprietà collettiva della terra – come la partecipanza agraria di Nonantola o gli usi civici del nostro Appennino – ereditate dal nostro passato, spiega Vaccari. I domini collettivi, ovvero tutte le forme di proprietà collettiva ereditate dal passato, devono essere riconosciuti come soggetto neo-istituzionali a cui compete l’amministrazione del patrimonio civico di uso comune.  Il senatore Vaccari ricorda la storia millenaria della Partecipanza agraria di Nonantola, città di cui è stato sindaco per nove anni, e i valori che ancora oggi sottintendono alle gestioni collettive della terra, valori che il nuovo disegno di legge intende preservare nell’ottica dell’innovazione normativa, della sostenibilità ambientale e del presidio dei territori, della conservazione attiva e valorizzazione di un millenario patrimonio civico. “Gli usi civici, come quelli del nostro Appennino, le partecipanze agrarie come quella di Nonantola, e tutte le diverse forme di domini collettivi – ha spiegato Stefano Vaccari – sono manifestazioni di un costume primordiale, emanazione genuine di una società che spontaneamente si auto-ordina al fine di garantirsi una migliore sopravvivenza quotidiana”. Gli usi civici sono arrivati fino a noi e con questo disegno di legge si intende tutelarne le originali specificità.

Il senatore modenese Stefano Vaccari ha portato l’intervista all’ex patron del Modena Fc Caliendo all’attenzione della Commissione di vigilanza sui servizi radio-televisivi e dei vertici della Rai. Vaccari chiede che vengano spiegate le motivazioni della scelta di investire soldi pubblici per mandare una troupe a Montecarlo per intervistare sulla situazione fallimentare del Modena Fc proprio colui che ne è stato la prima causa. Il senatore chiede, inoltre, il diritto di replica, nella prossima puntata della “Domenica sportiva”, per il Comune di Modena, i calciatori, i tifosi e il nuovo presidente Taddeo.

Dopo aver interrogato il ministro dello Sport Luca Lotti e aver chiesto, per suo tramite, l’intervento della Covisoc, il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, ha depositato ora una interrogazione in Commissione Vigilanza dei servizi radio-televisivi, assieme alla collega componente Camilla Fabbri, indirizzata anche al presidente e al direttore generale della Rai, incentrata sulla intervista andata in onda domenica scorsa, nell’ambito della trasmissione “Domenica sportiva” all’ex presidente del Modena calcio Antonio Caliendo. Com’è noto, una troupe Rai ha raggiunto Caliendo a Montecarlo, dove risiede, e ha raccolto un’intervista nel corso della quale l’ex patron del Modena ha espresso giudizi pesanti sulla condotta tenuta dai calciatori nella prima parte del campionato. Oltre alle proteste dei calciatori, anche l’attuale presidente del Modena Fc Taddeo ha preso le distanze con un comunicato ufficiale dalle affermazioni del suo predecessore. Nel testo dell’interrogazione, il senatore Vaccari ricorda i frutti avvelenati della gestione Caliendo: la società in concordato preventivo, lo sfratto dallo stadio Braglia, le inadempienze nei confronti del Comune di Modena, le violazioni in sede di iscrizione del club al campionato di Lega Pro, i mancati pagamenti nei confronti dei giocatori e dei dipendenti e collaboratori. E’ su queste basi che il senatore chiede “se il presidente e il direttore generale della Rai non ritengano di dover spiegare e motivare per quali motivi siano stati spesi (inutilmente) soldi pubblici per far arrivare un giornalista Rai e la relativa troupe sino a Montecarlo per intervistare sulla situazione fallimentare del Modena Fc proprio colui che ne è il principale responsabile e che si è macchiato di reati gravi nei confronti della Lega pro nonché dello Stato nelle sue varie articolazioni”. Il senatore Vaccari chiede, inoltre, “se il presidente e il direttore generale della Rai non ritengano utile e doveroso concedere una analoga possibilità di replica e smentita, nell’ambito della prossima puntata della “Domenica sportiva”, al Comune di Modena, ai giocatori del Modena Fc attraverso la loro associazione Aic, ai tifosi e all’attuale presidente Taddeo”.

       

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