Il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, e il deputato modenese Pd Davide Baruffi, componente della Commissione Lavoro, commentano con favore l’approvazione, da parte della Camera, di un emendamento al dl Enti locali che consente nuove assunzioni e prevede nuovi investimenti in mezzi e attrezzature per il corpo dei vigili del fuoco.

Dal dl Enti locali in fase di approvazione alla Camera dei deputati, arrivano buone notizie per i vigili del fuoco. Ne danno notizia il senatore modenese Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, e il deputato modenese Pd Davide Baruffi, componente della Commissione Lavoro. “La Camera – spiegano Vaccari e Baruffi – ha dato il via libera a un emendamento che prevede ulteriori 593 assunzioni nel corpo dei vigili del fuoco. Vengono, inoltre, stanziati 10 milioni annui da destinare a investimenti in mezzi di soccorso ed equipaggiamenti di sicurezza per il personale. Si tratta di misure e stanziamenti importanti che vanno incontro alle esigenze del corpo, i cui rappresentanti sindacali, più volte, anche nel modenese, hanno denunciato carenze di organico e nei mezzi a disposizione per gli uomini in servizio. Le nuove assunzioni – continuano Vaccari e Baruffi – si vanno, tra l’altro ad aggiungere alle 250 assunzioni disposte l’anno scorso, ma che saranno effettive dal prossimo mese di settembre. Il Governo e il Parlamento, in questo modo, dimostrano fattiva attenzione al corpo dei vigili del fuoco, il cui impegno è fondamentale per la sicurezza del tessuto sociale e produttivo del Paese. I provvedimenti avranno ricadute importanti anche nel modenese”.

«Al lavoro perché nella legge delega che mira a riordinare l’intera materia di diritto fallimentare sia posta una specifica attenzione alla condizione di subappaltatori e fornitori nei territori in stato di emergenza, come appunto la nostra Bassa modenese colpita dal sisma del maggio 2012.» Così i parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni, Maria Cecilia Guerra e Stefano Vaccari intervengono sull’allarme lanciato da Rete Imprese sul preoccupante aumento di richieste di concordato preventivo da parte di imprese appaltatrici dei lavori per la ricostruzione, fenomeno che sta mettendo in seria difficoltà l’indotto composto spesso da ditte di piccole e medie dimensioni, impossibilitate a rientrare dei loro crediti. Ecco la dichiarazione dei parlamentari Pd:

“Proprio all’inizio di questo mese di luglio, ci siamo fatti promotori di un incontro, qui a Modena, tra i rappresentati di Rete Imprese e il deputato Alfredo Bazoli, relatore della legge delega che mira al riordino dell’intera materia di diritto fallimentare e della disciplina dei concordati ora all’esame della Camera. Una riforma all’interno della quale stiamo lavorando perché sia posta una specifica attenzione alla condizione di subappaltatori e fornitori nei territori in stato di emergenza, come appunto la nostra Bassa modenese colpita dal sisma del maggio 2012. In quell’incontro i rappresentati delle imprese hanno potuto esprimere la loro preoccupazione per un fenomeno che sta mettendo in seria difficoltà tante aziende, piccole e medie, titolari di subappalti per la ricostruzione post sisma. Attualmente infatti queste imprese, in caso di procedura concordataria o ancor peggio fallimentare da parte di aziende cui hanno fornito servizi o subappalti, vedono le loro possibilità di essere, anche solo parzialmente, indennizzate legate alla classe di appartenenza creditoria e ciò comporta molto spesso il rischio di non vedersi riconoscere le somme loro spettanti. Un allarme del quale ci siamo fatti carico sin da subito portando la questione anche all’attenzione dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, facendoci portatori delle sollecitazioni giunte da professionisti, imprese e Comuni, anche con atti formali come l’ordine del giorno approvato sul tema dall’Amministrazione di Mirandola. Sollecitazioni che avemmo modo di illustrare anche al ministro Maria Elena Boschi, nel corso dell’incontro con Rete Imprese Italia organizzato a Roma nello scorso mese di maggio.”

«Qualunque sistema può dirsi efficiente quando consente a tutte le sue componenti di operare al massimo delle proprie capacità. Questo è ancor più stringente per l’emergenza-urgenza dove il primo obiettivo è la salvaguardia della vita dei cittadini» Così i senatori emiliani del Pd Stefano Vaccari e Annalisa Silvestro intervengono sulle recenti disposizioni introdotte dalla Regione Emilia-Romagna per uniformare l’attività degli infermieri sui mezzi di soccorso . Ecco la loro dichiarazione:

“Gli infermieri impegnati quotidianamente sul Servizio Emergenze garantiscono una professionalità e una risposta alla comunità, certificata da una constante ed impegnativa formazione specifica secondo protocolli validati da consolidati standard internazionali. Quanto previsto dalle linee guida recentemente approvate dalla Regione, non fa che uniformare sull’intero territorio emiliano-romagnolo, un’organizzazione del servizio di emergenza territoriale che già da diversi anni è stata positivamente sperimentata in altre regioni italiane così come in alcune province del nostro territorio. Gli interventi previsti da questi protocolli, scritti e concordati con i medici dell’emergenza responsabili delle Centrali Operative 118 e numerosi esperti del settore, mirano a garantire in primo luogo la rapidità dell’intervento, fondamentale quando si parla di situazioni d’emergenza, così come, secondariamente la stabilizzazione dell’assistito e in ultimo la possibilità di prevedere, in tempi altrettanto rapidi, eventuali successivi interventi, predisponendone il necessario iter. Qualunque sistema può dirsi efficiente quando consente a tutte le sue componenti di operare al massimo delle proprie capacità. Questo è ancor più stringente per l’emergenza-urgenza dove il primo obiettivo è la salvaguardia della vita dei cittadini.”

«L’approvazione, in via definitiva, della legge sullo spreco alimentare imprime un deciso cambio di passo al nostro Paese, con una scelta lungimirante e virtuosa, per dare attuazione agli impegni sottoscritti nella Carta di Milano a Expo2015.» Lo dice il senatore Stefano Vaccari, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente, che ha svolto la dichiarazione di voto in Aula per i Democratici. Ecco la sua dichiarazione:

“Quella approvata in via definitiva al Senato sullo spreco alimentare è una buona legge che nasce su iniziativa del Pd, dalla raccolta e condensazione di oltre 10 disegni di legge alla Camera, tra cui, in particolare, quello presentati da Chiara Gadda. Lo spreco alimentare ammonta nella sola Unione europea a 143 miliardi di euro all’anno, pari a circa 173 kg procapite di cibo buttato. Sostanzialmente il 20% degli alimenti prodotti in Europa finisce per diventare spreco alimentare, la cui origine, nel 70% dei casi, deriva dal consumo domestico, dalla ristorazione e dalla vendita al dettaglio. In Italia, secondo i dati del progetto “Fusions” di Last Minute Market e Università di Bologna, lo spreco alimentare domestico supera gli 8 miliardi di euro, circa mezzo punto di Pil, pari a circa 800 euro a testa. Numeri che stridono con quelli resi noti dall’Istat, secondo cui, in Italia le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione e quelle in povertà assoluta il 9,9%. Cifre che indicano in modo evidente il profondo senso etico ed economico di una scelta: provare a ridurre queste disuguaglianze e impostare un sistema economico circolare che sprechi il meno possibile, ottenendo contemporaneamente il non secondario risultato di ridurre anche la produzione di rifiuti. In Italia non si parte da zero grazie a tante esperienze avviate già agli inizi degli anni 2000, anche nella nostra realtà modenese dalla cooperazione come “SiTiCibo” e “Brutti ma buoni” o dai comuni aderenti all’associazione Sprecozero, o ancora grazie al fondamentale ruolo svolto dal Banco Alimentare e da Porta Aperta. La legge ha l’obiettivo di sostenere e valorizzare queste buone pratiche, con l’istituzione di un fondo specifico, rendendo più semplice ed incentivata la destinazione alla solidarietà sociale dei prodotti non più vendibili, ma ancora consumabili. Si tratta innanzitutto di prodotti alimentari, così come farmaci e vestiti, resi cedibili attraverso la semplificazione delle disposizioni fiscali, l’estensione delle categorie di prodotti essenziali ammessi alla donazione, l’ampliamento del panel degli enti beneficiari e anche grazie a misure relative al packaging, alle etichette e al progetto Family Bag per la ristorazione, alla raccolta dei prodotti in campo che altrimenti andrebbero distrutti. La battaglia si gioca a livello globale e locale: dalla grande distribuzione allo spreco domestico. Ci assumiamo così la nostra fetta di responsabilità in ambito europeo e scegliamo un deciso cambio di passo per il nostro Paese, con una scelta lungimirante e virtuosa, per dare attuazione agli impegni sottoscritti nella Carta di Milano a Expo2015 in modo partecipato e inclusivo”.

Il meccanismo di conferimento gratuito dei piccoli elettrodomestici “Uno contro Zero” da domani è in vigore. Dal 22 luglio infatti si potranno consegnare in negozio gratuitamente i propri rifiuti elettronici di piccole dimensioni senza alcun obbligo di acquisto. Lo prevede il decreto del Ministro Galletti numero 121/ 2016 che impone ai negozi, con una superficie di vendita di almeno 400 mq, il ritiro gratuito dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) con dimensioni fino a 25 cm.

E’ bene ricordare che per questo tipo di rifiuti solamente il 14% segue un corretto iter di raccolta differenziata, trattamento e recupero; la parte restante viene spesso dimenticata in fondo a qualche cassetto o armadio, oppure nella peggiore delle ipotesi viene messa nel sacco dell’indifferenziata. Questi rifiuti rappresentano invece una vera e preziosa risorsa di materie prime seconde poiché il 95% può essere riciclato.

Lo sviluppo dell’economia dei consumi ed il concetto di benessere diffuso legato al consumare “facile” ha portato alla nascita di una nuova emergenza tanto ambientale quanto economica e sociale:quella dei rifiuti elettronici. L’ economia circolare può essere una risposta a tale emergenza, basandosi sull’applicazione – ad ogni livello – dei concetti di riuso, riciclo recupero di materia e di energia a scapito della pratica sorpassata del conferimento dei rifiuti in discarica. Per arrivare a questo obiettivo è del resto necessario un forte coordinamento dei soggetti, portatori di interesse coinvolti.

Le dinamiche legate all’economia circolare si possono trasformare così in un solido pilastro della strategia di crescita dell’Unione europea e in particolar modo dell’Italia, povera di materie prime. Il mondo produttivo, in collaborazione con gli Enti locali e i cittadini, deve perciò impegnarsi per affrontare le sfide ambientali sociali e generare benefici concreti per gli individui e le nostre comunità. Di questo parleranno Chiara Braga, Ettore Rosato, Simona Bonafé e Stefano Vaccari martedì 26 luglio, alle 14, al convegno promosso dai gruppi PD di Camera e Senato dal titolo”Economia Circolare-facciamo il punto. Anzi il cerchio.

       

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