Territorio

  

Rinnovamento: i giovani, le donne e la città digitale. 

  

É necessario prelevare più risorse dalle rendite finanziarie e preparare un'Agenda per i giovani e la parificazione della condizione femminile 2010-2020 che tenga assieme quattro punti fondamentali.

Istruzione: il rilancio della scuola e dell'università per dare linfa a una società del merito e della conoscenza.

Lavoro: per superare il dramma della precarietà senza più rimandare riforme attese da anni (reddito minimo di cittadinanza, ammortizzatori sociali, parità contributiva).

Servizi: per rispondere alle nuove esigenze delle famiglie e degli individui con un welfare adeguato e universale a partire dalle eccellenze già esistenti.

La città digitale: perché l'accesso alle reti rappresenta ormai un valore aggiunto che traccia un nuovo discrimine tra marginali e integrati, anche nella competizione tra imprese (wi-fi gratuito e diffusione della banda larga). 

  Risorse del Territorio
 

La situazione economica ci pone nelle condizioni di ripensare all’utilizzo e al funzionamento di tutte le nostre risorse territoriali. La proposta è quella di una nuova governance del territorio intesa a valorizzare tutte le risorse: da quelle agricole a quelle turistiche, culturali, ambientali, a quelle immateriali, passando per una forte integrazione logistica, accompagnata da una strutturazione delle regole urbanistiche, una costante riqualificazione professionale e formazione, una trasmissione continua del sapere per creare dalla tradizione l'innovazione.Obiettivo fondamentale è quello di dare un’impronta ecologica sistemica del territorio in cui i processi agricoli e turistici rappresentano la risultante dell'integrazione delle attività poste in essere in quell'area e funzionali al suo sviluppo. Emerge quindi una nuova via alle politiche di sviluppo rurale ecocompatibile e sostenibile, che si può così sintetizzare con la costruzione del sistema territoriale, attraverso l'identità e le risorse dei luoghi, a partire dai rimandi valoriali radicati nel territorio medesimo. 

Green Economy

Serve una proposta di politica economica per il Paese, in grado di indicare un’economia di mercato sociale ed ecologico. 

Un piano energetico nazionale, spina dorsale di un nuovo piano di sviluppo industrialebasato sulla sostenibilità economica e ambientale, e il coinvolgimento dei comuni e dei territori attraverso strumenti come il Patto dei Sindaci. Altrettanto utile è la promozione e il sostegno aiprogrammi energetici localiche individuino i potenziali di produzione energetica di ciascuna comunità assieme al recupero di risorse con l’introduzione di strumenti difiscalità ambientale chepenalizzino i comportamenti non virtuosi, per i cittadini e le attività produttive, per l’aria, l’acqua, il territorio.

Sport: una qualità educativa trasversale

 

La crescita sportiva dell’individuo non deve essere scissa dal percorso educativo che si riflette sulla vita di tutti i giorni. Ogni società sportiva dovrebbe avere delle griglie di obiettivi che accompagnino l’attività motoria ad elementi educativi significativi, come la socializzazione positiva, il rispetto delle regole e il raggiungimento delle autonomie personali. Il lavoro straordinario delle associazioni sportive può coordinare e migliorare la propria offerta attraverso momenti di formazione per gli adulti e attraverso un vero piano globale dello sportivo che compensi l’attività motoria tipica di ogni sport ad un aspetto educativo mirato.

Aiuto internazionale: una cooperazione di comunità

 

Quali che siano la modalità e gli attori della cooperazione, resta urgente un salto di paradigma per superare l’idea tradizionale di aiuto. La solidarietà internazionale è nata seguendo la logica che nel mondo ci fossero paesi rimasti indietro, da far sviluppare attraverso mezzi e conoscenze di impianto occidentale. Oggi il tempo dell’interdipendenza planetaria mostra viceversa come tutti i fenomeni, compresa povertà e ricchezza, siano collegati. Serve un cambiamento significativo di prospettiva per adottare un tipo di approccio fondato sulla cooperazione di comunità‚ che parta da quelle poche o tante risorse e competenze che ogni luogo possiede. In questa ottica l’intervento esterno può facilitare le realtà locali a riappropriarsene, ma ha senso solo se lavora contemporaneamente sul proprio territorio. La cooperazione così non sarà più l’aiuto della parte ricca del mondo nei confronti di quella povera. Sarà, invece, come si augura l’economista del Benin Albert Tevoedjiré: “una nuova cooperazione paritaria, basata sul riconoscimento dei reciproci bisogni e dei possibili scambi. Solo così il mondo potrà cambiare”.

 

 

 

 

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